Comunità di riferimento

Perugia
Umbria
06121
Italia
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Link al canale Etrusca Disciplina con video evento "Noi Etruschi in Festa 2023" e mini video sull'etrusca disciplina:
https://youtube.com/@etruscadisciplina3712?si=iqIw2BKiGPIvGigK
Link alla pagina Facebook Etrusca Disciplina con altri mini video sull'etrusca disciplina:
https://www.facebook.com/share/v/1BBJG849v4/
Link alla pagina Facebook di Ass. Catha con post relativi a vari eventi e conferenze:
https://www.facebook.com/luciano.vagni.9/
Interviste / conferenze sulla civiltà etrusca presso il canale de "Le Ali del Brujo":
1. https://www.youtube.com/live/qWAYdnZ88QE?si=EPBagLh9ZmNPa_3f
2. https://www.youtube.com/live/_oIbNQOzt7M?si=nMpv-U2s_GyOGXmS
3. https://www.youtube.com/live/g7g4VkahS3o?si=En5g2Natxh7iLt_-
Patrimonio di riferimento

Perugia con le sue poderose mura etrusche, con II templi noti e quelli da ritrovare al loro interno e lo splendido mosaico etrusco all'esterno, con il suo importantissimo Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria e lo straordinario Museo Multimediale Rasna,a e la passeggiata Ipogea sotto la cattedrale a ritrovare le emergenze etrusche.
La comprensione della città e del suo territorio come specchio del cielo invita a comprendere tutte le altre città e territori dell'Etruria antica, e l'empietà di coloro che si sono prodigati per distruggerne l'immagine e la storia.
La civiltà etrusca è stata di difficile comprensione da parte della nostra società guidata dalla dalle lotte per la supremazia e dalla competizione; l’ attuale presa di coscienza da parte di molti cittadini dei tanti errori che si sono perpetuati negli ultimi 20 secoli, consente di aprire una finestra su questa civiltà che era riuscita ad evitarli, seguendo scrupolosamente le leggi e l'armonia della natura.
Il livello di consapevolezza diffusa che si intende raggiungere a Perugia e dintorni, ed il metodo per conseguirlo, sono esportabili in tutta l'Etruria ed anche all'esterno di essa, perché la cultura etrusca, come quella di altre civiltà nel secondo, terzo e quarto millennio a.C. era caratterizzata dalla presenza della Via Lattea allo Zenit. Quello stesso cielo che ha assistito al nascere delle antiche civiltà sumera, babilonese, minoica, micenea… si trova ora nella parte a nord dell'Europa, nella Scandinavia, dove resterà per vari millenni prima di iniziare la sua discesa che inizierà attorno all'anno 5000 della nostra era; pur avendo molto tempo a disposizione, per noi e per le prossime generazioni, intendiamo fin d'ora diffondere la conoscenza della civiltà etrusca che da quella assiro babilonese aveva imparato a dialogare con la Via Lattea, utilizzando il fegato di agnelli appena sacrificati ,e ricevendo da essa addirittura consigli per le proprie scelte. Questo aspetto che può indurci a sorridere, va invece preso in debita considerazione, se si pensa che dal cielo riceviamo la luce, l'acqua, i raggi cosmici responsabili delle mutazioni negli organismi viventi, e tutte le risorse che ci consentono di vivere nella Terra. È pertanto dovere di coloro come noi che si stanno prodigando per riportare alla luce la conoscenza della civiltà etrusca, diffonderla, poiché attraverso il cielo essa è riuscita a far convivere popoli di etnie disparate quali quelli di provenienza egiziana, fenicia, celtica, e germanica, realizzando una comunità nella Tuscia che per mille anni, dal diciassettesimo al settimo secolo avanti, ha mantenuto la coesione, l'armonia e la pace. È bene che i nostri fratelli scandinavi, e soprattutto i ragazzi delle loro scuole, inizino a comprendere l'importanza che ha avuto quel cielo, che hanno sopra le loro teste, per unire tutti i popoli.
Comunità locali collegate

Le 16 associazioni umbre che dal 2022 si sono riunite nel comitato Perugia Etrusca, che intende espandersi ad aziende pubbliche e private attraverso la diffusione della conoscenza della storia antica, che presenta i popoli etruschi capaci di aver programmato e realizzato 10 secoli di prosperità e di pace, per tutto il periodo di permanenza delle condizioni ambientali ed astronomiche che la loro cultura scientifica ed etica aveva ritenuto propizie.
Le associazioni attualmente componenti del comitato sono:
1) Marcello Rinaldi - (Istituto di Formazione Culturale Sant'Anna)
2) Giovanni Brozzetti - (Associazione La Famiglia Perugina)
3) Franco Anesi - (Associazione Comunità di Etica Vivente)
4) Lauro Antonucci - (Uilt Umbria)
5) Maria Antonietta Gargiulo - (Club UNESCO Perugia-Gubbio)
6) Ivano Angeloni - (Il Sole ONLUS)
7) Ottavio Dorillo - (Associazione Aniu)
8) Francesco Pinelli / Oscar Bigarini - (Associazione Borgo Sant’Antonio Porta Pesa)
9) Michele Bilancia - (Associazione Radici di Pietra)
10) Valentini Mario - (Società Operaia Mutuo Soccorso)
11) Tessenda Massimiliano - (A.S.D. U.S.B. Fortebraccio)
12) Salvatore Silvestro – (A.GI.MUS Perugia)
13) Luciano Taborchi – (A.D.A. Umbria)
14) Pierluigi Bonifazi – (Ass. UMRU)
15) Luciano Vagni – (Ass. Catha OdV)
16) Fiorenzo Nucciarelli – (Ass. Symposium)
Ancora non direttamente coinvolte nella comunità patrimoniale, ne fanno parte come depositarie di tesori e testimonianze storiche importanti quali le mura etrusche con il loro poderoso arco tutelate dal Comune di Perugia e gli straordinari reperti presenti nel museo nazionale, uno dei più rilevanti musei etruschi italiani;
la loro importanza è destinata a crescere con la crescita, nella popolazione, della conoscenza del valore delle opere etrusche e della cultura che ha saputo mettere insieme tutti i popoli delle antiche civiltà, l'egiziana, la fenicia, la celtica, la micenea e la germanica. Sarà compito della Comunità patrimoniale etrusca stimolare le amministrazioni pubbliche nella valorizzazione dei loro tesori.
Il Comitato Perugia etrusca patrimonio dell'umanità ha coinvolto enti privati importanti utilizzando le loro strutture, come il complesso di Sant'Anna in viale Roma e quello di Borgo Sant'Antonio, dove le varie associazioni si incontrano e dove è stato istituito il museo multimediale Rasna, già da tempo utilizzato da una associazione facente parte del Comitato per l'insegnamento della cultura etrusca nelle scuole primarie e secondarie , e che presto sarà messo a disposizione dell'intera popolazione e dei turisti. Anche alcune aziende private hanno iniziato la contribuzione economica alla difesa del patrimonio della città.
I rapporti con l'università e le scuole si stanno svolgendo con molta lentezza e cautela per dare tempo agli esperti e divulgatori della cultura ufficiale di studiare e metabolizzare le grandi novità che sono emerse negli ultimi 70 anni in merito alle civiltà del secondo millennio a.C. ed agli etruschi in particolare.
Gli studi effettuati nel ventesimo secolo, e soprattutto quelli espressi nell'epoca del ventennio da valenti archeologi come Massimo Pallottino e Luisa Banti, hanno consentito di fare passi da gigante nella conoscenza della cultura etrusca approfondendo la conoscenza della scrittura e dell'arte, ma si sono fermati all'analisi degli etruschi del nono e ottavo secolo a.C., cioè del periodo di poco antecedente e seguente la nascita di Roma. E’ chiara l'influenza subita da parte del regime dell'epoca, che non voleva offuscare la grandiosità della civiltà romana svincolandola il più possibile da quella etrusca precedente, da cui è invece in gran parte derivata. In tale situazione sono stati commessi errori sostanziali, che gli studi e i ritrovamenti archeologici hanno evidenziato successivamente.
Il primo errore commesso da Massimo Pallottino, che non offusca però il suo grande contributo culturale, è stato quello di aver orientato il fegato di Piacenza in modo errato, partendo dal presupposto che la divinità Tin degli etruschi sia derivata da quella del Giove romano o dello Zeus greco, e pertanto debba essere posizionata a nord nel cielo; questo aspetto, che può sembrare ai profani poco significativo ha rallentato di almeno 70 anni la comprensione del principio di corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo, che è il principio base della civiltà etrusca, espresso in tutte le sue discipline, dalla urbanistica alla architettura, dall'agricoltura alla medicina, che ha elevato la natura e i suoi microcosmi, compresa l'umanità e gli animali, alla sacralità del cielo.
Il secondo errore, commesso da Luisa Banti, è stato quello di asserire, basandosi sulle sue interpretazioni dei ritrovamenti nelle necropoli umbre, che l'espansione ad Est degli etruschi sia avvenuta non prima del quarto secolo a.C. Errore che ha condizionato tutti gli studiosi successivi, giunti ad asserire e a scrivere in tutti i testi e guide turistiche che le mura etrusche di Perugia siano state costruite addirittura a cavallo del quarto e del terzo secolo a.C
Questi studiosi hanno commesso anche l'errore di ignorare le pubblicazioni di storici importanti seicenteschi come Thomas Dempster e Felice Ciatti che hanno addirittura scritto la storia etrusca del secondo millennio a.C., fino alla Fondazione di Roma, considerate semplici “etruscherie” dai critici dell'epoca condizionati dalla intransigenza dal consiglio di Trento nei confronti della cultura pagana .
Tutto quanto è stato scoperto o pubblicato dopo l'epoca fascista non ha avuto seguito nei testi e nelle guide culturali pur essendo già presente nelle università che, non a caso, hanno visto nascere nel Politecnico di Milano la cattedra di archeoastronomia, per aiutare a comprendere il rapporto delle civiltà antiche con il cielo; tuttora non si tiene conto che la cosiddetta civiltà Villanoviana o Protovillanoviana sono state finalmente definite, come è giusto che fossero, fasi della cosiddetta civiltà etrusca e neppure che nella città di Perugia gli scavi eseguiti sotto la cattedrale di San Lorenzo documentino l'ingresso di Perugia nella sfera etrusca dell'epoca del bronzo, invitando a considerare errati tutti i testi e le guide, finora pubblicati, che fanno riferimento alla civiltà etrusca.
Le note sopra espresse era doveroso per comprendere in quali incertezze culturali si inserisce l'attività della Comunità Patrimoniale, che pur basandosi su certezze dimostrate e facilmente dimostrabili, deve lasciare agli operatori culturali o ufficiali il tempo necessario per analizzare le divergenze fra quanto hanno studiato sui banchi universitari e quanto invece emerge dalle importanti scoperte dell'ultimo secolo, che sono naturalmente portati a considerare ipotesi piuttosto che verità storiche.
Le associazioni che fanno parte del Comitato Perugia Etrsca pur impostando con tutte le cautele necessarie il rapporto con il mondo della cultura, svolgono da anni con successo l'insegnamento della cultura etrusca rivolto alle scuole primarie e alle secondarie di primo grado che aderiscono ogni anno al progetto esteso anche alle scuole secondarie di secondo grado con l'adesione dei licei della scuola Montessori di Perugia, che già dal 2013 partecipa ai corsi presso il museo rasna e al grande evento di “Perugia etrusca in festa” in programma nei giorni 4/5 di Marzo di ogni anno.
Siamo certi che quando all'interno dell'università di Perugia inizierà a nascere la consapevolezza del valore del progetto della Comunità Patrimoniale Perugia Etrusca potrà derivarne la fervida collaborazione che si auspica che consentirà all'Università di ripristinare la dismessa facoltà di etruscologia e di riprendere il ruolo che le compete di timone della cultura della città e dell’Italia centrale.
Processo

L'attività eseguita dal comitato Perugia etrusca patrimonio dell'umanità dal 2022, anno della sua costituzione, ha dato inizio e valore al processo intrapreso per la costituzione della Comunità Patrimoniale Perugia Etrusca; lo statuto del Comitato e il suo atto costitutivo sono i riferimenti operativi che hanno definito l'attività che ha visto l'incremento del numero delle associazioni partecipanti giungendo a quello delle 17 odierne, che saranno presto incrementate da ulteriori adesioni.
Il museo multimediale Rasna dispone di un corredo di numerosi filmati e power point eseguiti dall'Associazione Culturale Catha, volti alla comprensione della civiltà etrusca e al suo insegnamento; presenta un Ingegnoso orologio ad acqua che si ispira a quello rinvenuto negli scavi sotto alla cattedrale di Perugia: una macchina del tempo che fa comprendere il rapporto intimo della cultura etrusca con il cielo; il museo dispone anche di uno Stellarium, che consente di visualizzare il rapporto delle più significative civiltà degli ultimi millenni con il cielo.
Si intende rafforzare la frequentazione del museo Rasna sia da parte delle scuole che dei cittadini e dei visitatori, che deve diventare il salotto della Comunità Patrimoniale; lo Stellarium sarà completato consentendo la possibilità di osservare i cieli presenti nelle varie parti dell'Europa ,Asia e Africa nei periodi delle più grandi civiltà della storia, la sumera, l’egiziana, la minoica, la micenea, la sarda e l'etrusca, e di comprendere l'importanza che il cielo ha avuto nello sviluppo di tali civiltà.
Passeggiate patrimoniali ed eventi realizzati

La passeggiata più importante con le scuole viene effettuata in senso antiorario intorno alle mura della città costruite dagli Etruschi come la pelle di un organismo, volta a preservarlo dalle eventuali minacce esterne; si tratta di una occasione importante per acquisire un rapporto con la città diverso da quello giornaliero dell'utilizzo delle sue parti usualmente frequentate, in senso antiorario come la rotazione terrestre e come la scrittura degli Etruschi partendo dall'estremo sud della città in corrispondenza della porta di San Savino, e proseguendo verso est fino a giungere al punto più a nord dove si trova il poderoso Arco Etrusco, costruito dagli Etruschi per assecondare il comando di Roma alla quale avevano dovuto consegnare le insegne dopo la battaglia di Sentino del 275 a.C.- L'arco ricorda il trionfo di Ottaviano Augusto che per ambizione personale e per pagare i debiti acquisiti nei confronti dei soldati reduci della guerra civile contro Bruto e Cassio, ha messo al sacco la città di Perugia e mentre ardeva il suo fuoco ha trucidato, come vittime sacrificali, tutta la sua classe dirigente costituita dai 300 décumviri della città; la passeggiata prosegue verso ovest e termina a sud, nel punto dove era iniziata in dell'arco di San Savino, realizzato anch'esso in periodo di occupazione romana, per dividere a metà la città e poterla attraversare in direzione sud nord con le truppe in assetto di guerra. Questa passeggiata lungo le mura etrusche, che si sviluppano per circa 3500 m, viene effettuata in circa tre ore, che con le inevitabili soste diventano quattro; viene attualmente effettuata a scopo didattico con i bambini della classe quinta delle scuole primarie e sarà riproposta all'intera popolazione, ed ai visitatori della città con modalità simili.
All'inizio presso l'arco di San Savino vengono espresse le nozioni principali, informando che lungo le mura, all’interno di esse,si trovava lo spazio denominato “pomerium” (post murum) libero da costruzioni che era considerato sacro così come lo spazio dello zodiaco nel cielo che viene percorso dal sole nei vari periodi dell'anno: esso è rappresentato chiaramente nel fegato di Piacenza, che è lo strumento utilizzato dagli aruspici etruschi per interpretare le alterazioni che apparivano nel fegato ovino durante la divinazione; il fegato di Piacenza è dunque la pianta del cielo etrusco e ci mostra che il cielo era di 40 costellazioni, di cui 16 erano zodiacali a differenza del nostro che presenta 42 costellazioni di cui 12 zodiacali dell'emisfero boreale. Questa premessa iniziale è essenziale per comprendere cosa ci attende con la passeggiata nel pomerium della città di Perugia, costruita dagli Etruschi prendendo a modello il cielo e pertanto seguendo l'orientamento e gli spazi indicati dal fegato di Piacenza. Ad ogni partecipante viene consegnata una copia del fegato di Piacenza, pianta del cielo etrusco, e quindi pianta della città costruita ad immagine celeste, con il quale potersi orientare.
Il percorso viene effettuato da un gruppo massimo di 25/30 persone che hanno tutti in mano una copia del fegato di Piacenza e possibilmente anche una bussola. Dalla porta di San Savino prosegue entrando all'interno della Rocca Paolina, dove ci si accorge subito che la porta è stata rimpiccolita, è dotata di una scalinata che al tempo dell'occupazione romana della città, quando la porta è stata eseguita, era assente: la porta era più larga, come anche rappresentato dal rilievo del Sangallo del 1540, ed allineata con il corso Vannucci, definendo la grande strada, che seppure non perfettamente allineata con gli assi nord sud definiva il cardo romano, una strada in grado di consentire il passaggio delle truppe in assetto di guerra.
Siamo nella zona dove prima della imponente trasformazione urbanistica eseguita dai Baglioni, signori di Perugia nel 1400 si trovavano i tre templi etruschi dedicati a Tin, nella porta il Sangallo ha rinvenuto la scritta etrusca Susnal Naperi che faceva riferimento alle unità di misura etrusche in quanto Naper in etrusco significa misura, facendoci comprendere che in quella zona, dove avviene la prima sosta della passeggiata, probabilmente si pagava un dazio di ingresso, Gli studenti vengono invitati a prendere le misure della larghezza della porta per annotarla e poterla comparare con quella delle altre porte che incontreranno nel percorso. Entrando all'interno della Rocca Paolina eseguita all'interno della città etrusca, si esce dalla porta Marzia che seppure spostata di circa 5 m durante la realizzazione della Rocca Paolina è la porta etrusca più antica e meglio conservata, presentando ancora le sculture originarie. Qui avviene la seconda sosta;gli studenti prendendo la misura si accorgono che La porta ha la stessa larghezza di metri 4,30 di quella di San Savino.
Il percorso prosegue all'esterno delle mura per riattraversarle in corrispondenza della porta di Sant'Ercolano dove avviene la terza sosta per comprendere in quale costellazione del cielo etrusco ci si trovi ;si salgono le scale per riprendere il contatto con le mura in prossimità del ristorante del Sole ,dove ci si ferma per la quarta sosta per individuare la presenza di una postierla(porta di dimensione minore) da dove probabilmente usciva il corteo funebre per avviarsi verso la necropoli .Il percorso procede su piazza Matteotti, attraversando le mura che sono state interrate dal terrapieno medioevale del Sopramuro, si percorre la via “Volta della Pace” osteggiando le mura dall’interno, raggiungendo l’Arco dei Gigli dove ci si ferma per la quinta sosta, per costatare che la porta ,di modesta larghezza, non può essere etrusca. proseguendo si giunge in piazza Raffaello, dove è possibile individuare i resti del tempio di culto Culsan che si trova nei pressi del porta del sole, attualmente interrata, che ha dato il nome alla zona di porta sole: qui ci si ferma per la sesta sosta, per spiegare quanto fosse importante Culsan per la città di Perugia, la divinità etrusca bifronte denominata successivamente Giano. Proseguendo nella zona di porta sole si nota una chiesa posta lungo le mura che molto probabilmente corrisponde all'antico tempio di Cel dove ci fermiamo per la settima sosta; proseguendo lungo la via Cesare Battisti possiamo osservare il punto delle mura dove è stato effettuato l'ampliamento a nord nella città per consentire l'esecuzione della quarta porta della s città, l'Arco Etrusco, non contemplata dall'urbanistica etrusca. Raggiunta la via del Verzaro osserviamo la chiesa di San Martino costruita sopra le mura etrusche, probabilmente sui resti del tempio di Tluscv dove ci fermiamo per la nona sosta; si prosegue per raggiungere il tempio di Selva, il personaggio etrusco che in coppia con Culsan difende le porte della città: qui avviene la decima sosta. Poco distante raggiungiamo la porta Trasimena, dove ci si ferma per la undicesima sosta per misurarla e per comprendere gli spostamenti imposti dai Romani per realizzare il decumano della città. Proseguendo per via dei Priori ci fermiamo per la dodicesima sosta, ad osservare, la zona del probabile tempio di Fufluns , per proseguire in piazza del Drago e scendere a visitare la postierla del parco della Cupa dove effettuiamo la tredicesima sosta. Salendo le scalette che ci consentono di accarezzare le mura etrusche giungiamo in via della Cupa del probabile tempio di Cath, che nel cielo corrisponde alla stella Capella della costellazione dell'Auriga; qui ci fermiamo per la quattordicesima fermata,. Proseguendo in via della Cupa giungiamo alla porta Eburnea o porta della Mandorla costatando che anch'essa deriva da un intervento di epoca romana: qui ci fermiamo per la quindicesima sosta. Riprendiamo il percorso per raggiungere in via Bontempi il tempio di Uni, l cui resti si trovano al di sotto dell'hotel Brufani e sono stati individuati anche dalla Soprintendenza, dopo essere stati rilevati dal Sangallo nel 1540 prima della costruzione della Rocca Paolina e citati dal Crispolti nella sua opera su Perugia. Nel tempio di Uni ci fermiamo per la sedicesima sosta a parlare della importanza fondamentale che ha avuto tempio, per consentire la comprensione e dimostrazione del principio di corrispondenza etrusco, il principio base delle civiltà del II e III millennio a.C, che finora erano considerate preistoriche.
Passeggiate patrimoniali ed eventi da realizzare

Quella descritta sommariamente al punto 5) è la passeggiata più importante della Comunità Patrimoniale che viene effettuata da tutte le scuole primarie che ogni anno partecipano al programma “Perugia Etrusca in Festa”.
Esistono e saranno effettuate numerose altre passeggiate patrimoniali di cui elenchiamo le più impor tanti. La seconda passeggiata denominata “di Orfeo” è quella che attraversando l'Arco Etrusco porta al mosaico di Orfeo, proseguendo poi per raggiungere il museo Rasna dove i ragazzi, la cittadinanza e i turisti possono assistere con canti e suoni alla celebrazione del divino maestro. Questo percorso che attraversa suggestive parti della città è particolarmente dedicato agli ospiti.
La passeggiata patrimoniale numero 3 denominata “Ipogea” segue il percorso ipogeo sotto la cattedrale di Perugia, che è sorto con gli scavi eseguiti dal 1976 al 2006, e prosegue con la visita ai templi rinvenuti all'interno della città, compreso quello situato all'interno del palazzo dei Priori, e prosegue con la visita al pozzo etrusco di piazza Piccinino.
È in corso di preparazione un itinerario di collegamento del mosaico di Orfeo con i suoi 40 animali e la vicina città della Domenica, dove gli animali si ammirano dal vivo, in ambiente totalmente immerso nella natura; esso suggerisce un evento naturalistico che coinvolgerà piccoli e grandi sulla scia di quello realizzato con successo nell'estate 2023 con la manifestazione “Umbria Historica”. Si tratta di mettere insieme due grandi valori del territorio limitrofo alla città di Perugia, attualmente non utilizzati a pieno rispetto alla loro rilevante importanza.
Una delle 16 associazioni componenti del comitato che rappresenta la UILT APS (Unione Italiana Libero Teatro), ha in corso di preparazione una rievocazione, in chiave pacifista, di alcune fasi del bellum perusinum, che mettono in risalto come la guerra determini solo danni all'umanità, e ridimensiona sul piano morale la figura di Ottaviano Augusto.
Attività di rete

* Rapporto intrapreso con il Comune di Perugia per avviare la candidatura della città a patrimonio Unesco;
*rapporto con i comuni di Cetona e di San Casciano per la realizzazione di un progetto comune di valorizzazione del mito di Orfeo nei reciproci territori.
Rapporto con le Regioni Umbria, Toscana e Lazio per intraprendere la nascita di un'azione comune per la valorizzazione di Orfeo, che fa riferimento al mosaico di Perugia, quale opera di interesse dei tre territori delle regioni ivi rappresentate ed al mosaico di S. Anselmo a Roma e quello di Orfeo a S. Marinella.
Parametri di confronto

- Città
- rete di associazioni
- materiale
- immateriale
- archeologico
- archeologia antica
- percorsi culturali
- altro (specificare sotto)
• Creazione e stampa di libri (tra cui uno in corso di stampa denominato "Orfeo e l'Armonia fra i Popoli");
• Coinvolgimento di artisti e scrittori;
• Seminari presso le scuole primarie e secondarie di primo grado;
Comitato di Associazioni appartenenti al Terzo Settore.







