Comunità di riferimento

La Rete Faro Patrimonio Industriale valorizza lo straordinario patrimonio di manufatti e tecniche industriali che caratterizzano il territorio italiano, al fine di tramandarne il valore d’uso alle generazioni future, che è indissolubilmente legato al senso di comunità che le ha generate e le tiene assieme.
Qui presentiamo la comunità patrimoniale QTSMI, del Quartiere Tortona Solari di Milano.
Nel QTS, nel corso di pochi decenni, si è dato corpo a una profonda rigenerazione urbana, sociale e creativa, nata da operazioni di recupero dell’archeologia industriale. Nei luoghi del quartiere “Tortona Solari” la storia, nella sua identità più profonda, non è stata annullata ma re-interpretata.
Un quartiere sorto alla fine dell’800. Era la città delle fabbriche a sud di Milano, quello più vicina al centro storico, favorito dalla presenza dei Navigli e della neonata ferrovia Milano-Mortara, con la stazione di Porta Genova. Un quartiere dove la trasformazione urbana ha rispettato l’assetto morfologico di luoghi e manufatti originari: un processo di rigenerazione che ha restituito alla città l’uso di spazi, una volta industriali, mantenendone le qualità storico-tipologiche e architettoniche di luoghi del lavoro.
Milano
Lombardia
20144
Italia
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Anelisa Ricci ricci.anelisa1@gmail.com
Alessandra Alviti alviti.croce@gmail.com
Raimondo Grillo Spina raigrillo@yahoo.it
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Patrimonio di riferimento

Uno dei primi importanti processi di riconversione produttiva e “creativa” del patrimonio di archeologia industriale in Italia.
Un nuovo utilizzo per merito dell'interesse estetico e produttivo delle nuove avanguardie professionali: fotografi,architetti, pubblicitari, consulenti aziendali, stilisti, designers. Un coinvolgimento che, dagli anni ‘90, ha determinato questa prima svolta in favore di una tutela e riutilizzo degli involucri e delle aree dismesse.
E’ in questo quartiere-fabbrica, scena della produzione non più materiale ma immateriale della innovazione, che si è aggiunto poi l’effetto del Fuorisalone, accelerando la crescita di un vero e proprio distretto culturale con il Museo delle CultureMUDEC, Base Milano ex Ansaldo, il Silos Armani e i laboratori della Scala.
Nonostante il successo della sua riconversione, la trasformazione del QTS non è stata esente da criticità, in particolare per quanto riguarda l'integrazione con il tessuto sociale e urbano preesistente. La coesistenza di interventi pubblici e privati ha infatti prodotto risultati disomogenei. Mentre gli investimenti pubblici, come quelli legati al Museo delle Culture MUDEC o a Base Milano, hanno mostrato una maggiore tendenza ad un uso pubblico e a integrarsi con la comunità locale, gli operatori privati hanno spesso dato vita a un "distretto"a sé stante nel quartiere. Questi spazi, pur essendo centri di eccellenza nel design e nella moda, sono rimasti in molti casi separati e distaccati dal resto del tessuto urbano, funzionando come isole di attività creative e produttive più che come luoghi pienamente accessibili e vissuti dalla comunità. L'occasione di creare una vera e propria "città delle culture" che valorizzasse la storia industriale e la rendesse parte integrante della vita quotidiana del quartiere è stata in parte mancata, con il rischio di una gentrificazione che ha trasformato l'area in un polo di attrazione per eventi e professionisti, ma meno fruibile per i residenti e per chi non fa parte di questi ambiti.
La valorizzazione della nuova artigianalità e di forme di produzione creativa rappresenta una straordinaria opportunità per colmare il divario tra il quartiere e la comunità locale. Le potenzialità per il QTS nel prossimo futuro risiedono proprio nel tornare alle sue radici produttive, non più legate alle vecchie fabbriche, ma a una nuova forma di manifattura che unisce la creatività e il design con il "saper fare". Immagina botteghe artigiane dove designer e creativi non si limitano a ideare prodotti, ma li realizzano, collaborando con artigiani e maestranze locali. Questo approccio potrebbe non solo creare nuovi posti di lavoro e stimolare l'economia circolare, ma anche rendere i processi creativi visibili e accessibili ai residenti, trasformando gli showroom in laboratori aperti. L'integrazione di questi "laboratori del futuro" all'interno del tessuto urbano del quartiere permetterebbe di tessere legami più forti con la comunità, creando spazi di incontro, scambio di conoscenze e partecipazione attiva. In questo modo, l'innovazione non rimarrebbe confinata in "isole" private, ma si diffonderebbe, arricchendo la vita di chi abita il quartiere e rinsaldando il legame tra passato industriale e futuro creativo.
Comunità locali collegate

Associazione Museolab6 in qualità di soggetto promotore
Associazione Verde Circolare,per le iniziative ambientali e di contrasto ai cambiamenti climatici
Associazione Anisa Milano, associazione insegnanti Storia dell’Arte, per
Collaborazioni alle passeggiate patrimoniali
Base Milano Ansaldo,collaborazioni per eventi
Italia Nostra Milano,collaborazione per eventi e passeggiate
Isec istituto per la storia della resistenza
Connecting culture
Associazione inquilini Umanitaria
Comitato Foppa Dezza Solari
Associazione Solari insieme per iniziative sociali
Memomi la memoria di Milano
ANPi Milano Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Associazione Culturale Ludosofici
Circolo culturale Caldara
Associazione Dinamoscopio
Comitato Ponti
Associazione Angeli del Bello
Lega Ambiente
Municipio 6 e Comune di Milano
Metropolitana Milanese e Società M4
Museo della Resistenza
Fondazione Cariplo
Archivio Gio Ponti
Istituto Eumetra
Yes Milano
Open House Milano/ Idealist
Fondazione RCM dipartimento informatica università statale
Politecnico di Milano
Musil Brescia Museo dell’industria e del lavoro
Archivio Golgi Redaelli
Processo

L’associazione Museolab6 ha iniziato la sua attività nel 2012 e si è distinta nel quartiere per il suo impegno nel promuovere la conoscenza e il dialogo tra residenti e cittadini, facilitando un'autentica restituzione civica della memoria. Attraverso un ricco programma di iniziative Museolab6 ha riportato alla luce il passato industriale del territorio, offrendo una nuova prospettiva alla interpretazione delle sue trasformazioni tramite strumenti come passeggiate conoscitive eventi e tavoli di lavoro con i cittadini e le associazioni del territorio. Oggi nell’aderire alla piattaforma Faro Italia proponiamo una specifica forma di “Comunità Patrimoniale QTS”, Quartiere Tortona Solari. Soggetto di coordinamento e promozione l’Associazione Museolab6.
Un processo partecipato per la Stazione di Porta Genova
La straordinaria storia di trasformazione di questa parte di città continua lungo i binari di una futura rigenerazione negli scali ferroviari di Porta Genova e San Cristoforo, con un ampio progetto urbano conseguente a una programmata riorganizzazione e dismissione di parte dei sedimi ferroviari.
Con il modello di Comunità Patrimoniale pensiamo di avviare un processo partecipato di iniziative in particolare per definire la destinazione d'uso pubblica della Stazione come una scelta strategica e virtuosa.
Mentre l'area circostante è al centro di un grande progetto di rigenerazione urbana, il futuro dell'edificio stesso resta incerto.Miriamo a coinvolgere direttamente i cittadini e le comunità locali per raccogliere idee e necessità, assicurando che il restauro non si limiti a un mero intervento estetico, ma restituisca alla comunità uno spazio funzionale e vivo.
Ecco come la nostra proposta si allinea con le potenzialità del QTS e affronta le sue criticità:
Rafforza l'identità del quartiere: La Stazione di Porta Genova è un simbolo. Ascoltare i cittadini permette di trovare una destinazione che rifletta la storia del luogo e, al tempo stesso, guardi al futuro. Potrebbe diventare un centro culturale, un luogo ibrido che ospita eventi e serviziper la comunità.
Contrasta la gentrificazione: il processo partecipato garantisce che l'edificio rimanga ancorato alle esigenze e ai bisogni di chi vive e lavora nel quartier favorendo l'integrazione sociale. Il QTS ha una grande opportunità di riscoprire il "saper fare”. La Stazione di Porta Genova potrebbe diventare il cuore pulsante di questa rinascita. Questo modello sarebbe perfettamente in linea con il passato manifatturiero dell'area e la sua vocazione creativa attuale.
Si gettano le basi per un'autentica democrazia urbana, dove i cittadini non sono semplici spettatori, ma co-creatori del loro spazio vitale.
Passeggiate patrimoniali ed eventi realizzati

L’impegno dell'associazione è iniziato con le "passeggiate a piedi", vere e proprie Passeggiate Patrimoniali, un modo per raccontare le storie del lavoro nelle fabbriche, stimolando la partecipazione attiva dei residenti.
Già dal 2012 l'attenzione si è concentrata sulla storia dell'asse ferroviario, con le stazioni di Porta Genova e San Cristoforo, ponendo le basi per un'indagine più ampia sull'archeologia industriale. Una città fabbrica nata alla fine dell‘800 favorita dalla presenza di infrastrutture ferroviarie e dalle acque dei Navigli. Si è cercato di comunicare ad abitanti e visitatori il valore di bene culturale storico del patrimonio di archeologia industriale che caratterizza questa parte della città.
Negli anni dal 2012 al 2016 abbiamo operato per una restituzione collettiva di un racconto, che ad esempio, riguardavano la vita operaia nelle fabbriche (il video una Cena in CGE oppure il video sulla storia della ex Richard Ginori a San Cristoforo). Video realizzati con interviste ai protagonisti ancora viventi. Passeggiate partecipate e seguite con molto interesse dalle comunità del quartiere, spesso patrocinate dal Municipio 6, hanno riguardato la trasformazione di fabbriche come la Riva Calzoni, l’Ansaldo, l’utilizzo per attività artigianali delle corti dove la residenza popolare si contaminava con l’industria. Iniziative specifiche per il Quartiere Popolare dalla Società Umanitaria in via Solari 40 costruito all’inizio del secolo, in collaborazione con le Associazioni che ancora curano socialità e rinascita della cittadella operaia.
A partire dal 2016, l'associazione ha proposto percorsi più distanti dal centro, collegando il QTS a luoghi come l'ex area Richard Ginori e lo scalo ferroviario di San Cristoforo, dove è stato "riscoperto" l'edificio incompiuto di Aldo Rossi.
Nel 2017, l’Accordo del Comune di Milano e Ferrovie dello Stato per “la rigenerazione urbana degli ex scali ferroviari milanesi“riguardava anche le aree di Porta Genova e San Cristoforo con lo scopo, sia di agevolare la conoscenza degli abitanti circa i possibili scenari futuri programmati dalle istituzioni, sia di promuovere l’ascolto di esigenze e punti di vista locali. Museolab6, in collaborazione con Il Municipio 6 e altre associazioni culturali come Italia Nostra Milano, ha promosso in questi anni sull’argomento dismissioni diverse iniziative.
Esempio le passeggiate con cittadini e esperti sull’Alzaia Naviglio Grande per scoprire, al di là del muro della ferrovia, i luoghi degli scali, ma sono anche stati promossi seminari e i focus group per la valutazione dei possibili usi temporanei degli scali ferroviari.
Nel 2020, in epoca Covid,in collaborazione con Base Milanoper il progetto ARDA"A ritmo d'acque", il programma di passeggiate si è adattato alla modalità online.
Nel 2021, l'iniziative si sono evolute in "Traversate urbane", percorsi a lunga distanza condotti a più voci e in dialogo costante con i partecipanti. L'iniziativa, patrocinata dal Municipio 6, ha esplorato i quartieri Inganni e Giambellino e Sant’Ambrogio.In quest'occasione, Museolab6 ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, rafforzando il legame tra la cittadinanza e l'amministrazione.
Negli anni successivi, l'associazione ha continuato a narrare il territorio attraverso nuovi progetti: nel 2022/23 con gli "Itinerari di architettura moderna"..
Nel 2024 il progetto "Soste narrative M4". Una proposta di traversate urbane legate alla nuova metropolitana M4,con l’intento di far conoscere il patrimonio culturale e sociale: la sua identità di città del Novecento, la trasformazione creativa dei grandi insediamenti industriali, dall’Ansaldo Cge alla Riva Calzoni.le officine Tallero -Iniziativa di turismo culturale per conoscere una parte di città destinata a trasformarsi, grazie alla nuova accessibilità creata dalla linea Blu, un'infrastruttura pubblica con una vocazione innovatrice di mobilità ecologica e di rigenerazione urbana .
Con questo programma abbiamo narrato il passato,il presente e immaginato il futuro del quartiere, stazione per stazione.
Inoltre Museolab6, vincendo un bando di Metroplitana Milanese per la “vestizione delle cesate dei cantieri M4” aveva consentito ai residenti e turisti di conoscere,tramite foto storiche il valore del patrimonio culturale dei luoghi attraversati da M4
Il nostro lavoro non si è limitato alla narrazione, ma ha anche fornito proposte concrete per la riqualificazione interna ed esterna delle nuove fermate della metropolitana.
Passeggiate patrimoniali ed eventi da realizzare

Pulizia del parco Solari con gli abitanti in collaborazione con l'Associazione Angeli del Bello e Comitato Verde Circolare
Evento di tre giorni presso la Casa della Memoria sulla storia della Resistenza nel quartiere QT
Passeggiata in Barona in occasione delle iniziative per la Green Week:I luoghi delle fabbriche in Barona, inn collaborazione con Il Giardino Nascosto curato da Comitato Ponnti
Il nuovo collegamento tra il quartiere popolare del Giambellino con il quartiere Barona attraversando la ferrovia e il Naviglio Grande
Passeggiata sulle trasformazioni a seguito della futura dismissione dello Scalo di San Cristoforo
Passeggiata "Le fabbriche del Lorenteggio"
Attività di rete

Patrocinio passeggiate ed eventi da parte del Municipio 6
Un processo partecipato per la Stazione di Porta Genova
La straordinaria storia di trasformazione di questa parte di città continua lungo i binari di una futura rigenerazione negli scali ferroviari di Porta Genova e San Cristoforo, con un ampio progetto urbano conseguente a una programmata riorganizzazione e dismissione di parte dei sedimi ferroviari.
Con il modello di Comunità Patrimoniale pensiamo di avviare un processo partecipato di iniziative in particolare per definire la destinazione d'uso pubblica della Stazione come una scelta strategica e virtuosa in collaborazione con il Municipio 6 e Italia Nostra Milano
Mentre l'area circostante è al centro di un grande progetto di rigenerazione urbana, il futuro dell'edificio stesso resta incerto.Miriamo a coinvolgere direttamente i cittadini e le comunità locali per raccogliere idee e necessità, assicurando che il restauro non si limiti a un mero intervento estetico, ma restituisca alla comunità uno spazio funzionale e vivo.
Ecco come la nostra proposta si allinea con le potenzialità del QTS e affronta le sue criticità:
- Rafforza l'identità del quartiere: La Stazione di Porta Genova è un simbolo. Ascoltare i cittadini permette di trovare una destinazione che rifletta la storia del luogo e, al tempo stesso, guardi al futuro. Potrebbe diventare un centro culturale, un luogo ibrido che ospita eventi e serviziper la comunità.
- Contrasta la gentrificazione: il processo partecipato garantisce che l'edificio rimanga ancorato alle esigenze e ai bisogni di chi vive e lavora nel quartier favorendo l'integrazione sociale. Il QTS ha una grande opportunità di riscoprire il "saper fare”. La Stazione di Porta Genova potrebbe diventare il cuore pulsante di questa rinascita. Questo modello sarebbe perfettamente in linea con il passato manifatturiero dell'area e la sua vocazione creativa attuale.
Si gettano le basi per un'autentica democrazia urbana, dove i cittadini non sono semplici spettatori, ma co-creatori del loro spazio vitale.
Parametri di confronto

- Città
- singola associazione
- materiale
- immateriale
- archeologia industrale
- comunale ottenuto
- privato ottenuto
- archeologia industriale
- itinerario locale
- convegni
- esposizioni museali e temporanee
- percorsi culturali





















