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Nel QTS, nel corso di pochi decenni, si è dato corpo a una profonda rigenerazione urbana, sociale e creativa, nata da operazioni di recupero dell’archeologia industriale. Nei luoghi del quartiere “Tortona Solari” la storia, nella sua identità più profonda, non è stata annullata ma re-interpretata.
Un quartiere sorto alla fine dell’800. Era la città delle fabbriche a sud di Milano, quello più vicina al centro storico, favorito dalla presenza dei Navigli e della neonata ferrovia Milano-Mortara, con la stazione di Porta Genova. Un quartiere dove la trasformazione urbana ha rispettato l’assetto morfologico di luoghi e manufatti originari: un processo di rigenerazione che ha restituito alla città l’uso di spazi, una volta industriali, mantenendone le qualità storico-tipologiche e architettoniche di luoghi del lavoro.
Ponte Capello, in Loc. Casalone – San Martino al Cimino (Viterbo) – fu edificato intorno la XIII sec. per facilitare il passaggio di pellegrini e viandanti che, percorrendo la via Francigena da nord verso Roma, attraversavano la Selva Cimina, facevando sosta presso l’Abbazia Cistercense di San Martino in Montibus (attuale San Martino al Cimino), per recuperare le forze, rifocillarsi e riprendere il cammino nei noschi di Monte Fogliano verso la tomba di San Pietro.
Questa diramazione della via Cimina entrò successivamente in disuso e fu sostituita da un percorso collocato più a est, attuale via Francigena della Montagna.Alcune notizie di Ponte Capello sono citate nei manoscritti inediti di due eruditi locali: Padre Semeria (1767-1845), membro dell’Accademia degli Ardenti, e Mons. Medichini (1831-1916), parroco della chiesa di S. Angelo a Viterbo.
DESCRIZIONE di Ponte Capello Il ponte, composto da una sola arcata, misura m 12 in lunghezza, m 3,40 in larghezza e circa m 8 in altezza. La struttura è costituita da una volta a sesto ribassato delimitata da due ghiere in blocchetti squadrati di peperino, delle quali si conserva solo quella orientale; l’altra, quella occidentale, risultava già crollata intorno al 1815, ai tempi in cui il ponte fu visto dal Semeria. I blocchetti della ghiera sono uniti con malta chiara, che costituisce anche il legante dell’opera a sacco con cui è realizzata la volta del ponte. Quest’ultima poggia direttamente sul banco di peperino con due spallette in blocchi squadrati dello stesso materiale. (Fonte storica: Il Ponte Capello e l’antica viabilità alle falde dei Monti Cimini – Alessandra Milioni) Lo studio e il recupero di questo antico ponte sono strettamente legati alla storia materiale e spirituale dell’Abbazia Cistercense che, nel 2025, celebra gli ottocento anni dalla sua consacrazione.
Siamo un team appassionato dedicato a esplorare e celebrare il ricco patrimonio della Cultura Bizantina. La nostra missione è portare alla luce la bellezza e la complessità di un mondo che ha influenzato profondamente la storia e la cultura del Mediterraneo.
La nostra attenzione è rivolta in particolare alla Calabria, una regione straordinariamente ricca di tesori bizantini.
Qui, tra antiche chiese e affascinanti mosaici, abbiamo trovato storie e luoghi che parlano di un’epoca dorata. Ma non ci fermiamo qui: il nostro sguardo si estende anche ad altri angoli del Mediterraneo, dove la cultura bizantina ha lasciato il suo segno.
BRIA si propone di:- Valorizzare il patrimonio bizantino attraverso eventi, itinerari e progetti culturali coinvolgendo la Comunità locale.
- Creare una rete internazionale di luoghi, studiosi e appassionati del mondo bizantino.
- Promuovere uno sviluppo sostenibile legato al turismo culturale e alle economie locali.
- Favorire ricerca e divulgazione, coinvolgendo università, associazioni e istituzioni.
BRIA ha già organizzato, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2024, una serie di itinerari e visite guidate in collaborazione con diversi partners, toccando alcuni dei luoghi più significativi del Patrimonio Bizantino in Calabria, Sicilia e Turchia e Grecia. Questi percorsi offrono un’immersione unica nella storia millenaria dell’Impero Bizantino, attraverso monumenti, chiese e siti archeologici di grande rilevanza culturale e spirituale; inoltre, BRIA è stata partner di un Progetto PCTO dal titolo “Calabria Bizantina. Storia e Valorizzazione di un Patrimonio Identitario” svolto con le terze classi del Liceo Classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria nell’anno scolastico 2024/2025, vissuto dai partecipanti con intensa emozione.







