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La rete Faro Roma raggruppa le comunità patrimoniali della Città Metropolitana di Roma, per coordinare i loro processi partecipati di tutela e valorizzazione del beni comuni.
La Rete Faro Archeologia accoglie le Comunità Patrimoniali che valorizzano il patrimonio materiale e immateriale rappresentato dalle tecnologie e dai saperi antichi e tradizionali, dai musei, musei open air, aree e parchi archeologici, vie di comunicazione e scambio, ecologie, ambienti, paesaggi e loro evoluzione nel tempo, come espressione di civiltà del passato e di ogni attività inerente all’archeologia pubblica, partecipata, sperimentale, inclusiva e accessibile.
Qui descriviamo Archeofest®, la comunità patrimoniale dei saperi antichi, tradizionali e dei saperi delle mani.
Il progetto Archeofest®, che nasce come Festival di Archeologia sperimentale di Paleoes-EXTAD, ha l’obiettivo di far riconoscere ricerca, approfondimento e divulgazione delle antiche tecnologie, dalla Preistoria sino alle società moderne, quali valori culturali comunitari, coinvolgendo pubblici differenti nel processo di riappropriazione dell’eredità culturale.
La Rete Faro Laguna è dedicata alla valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali legati alla laguna di Venezia: al fine di mostrare come l’acqua unisca persone, attività, architetture e territori, ora come agli inizi di Venezia, e per tutta la sua evoluzione.
Qui descriviamo la Comunità Patrimoniale dei Mestieri della Gondola.
El Felze intende tutelare le tradizioni costruttive e creative formatesi nei secoli intorno alla produzione della gondola con i suoi arredi, addobbi e accessori; difendere la tradizione artigianale di costruzione della gondola dal progressivo perdersi delle ragioni culturali che ne sono alla base; favorire la trasmissione del “mestiere” per agevolare il ricambio generazionale ed evitare la scomparsa definitiva di ogni conoscenza delle tecniche di costruzione; promuovere i nostri mestieri (anche quelli scomparsi e che vorremmo fossero riscoperti) con iniziative collettive.
Avviare interventi che incentivino e gratifichino gli associati e i loro collaboratori, rendendoli ogni giorno più coscienti di ciò che il loro lavoro rappresenta: non solo un’attività economica ma soprattutto un progetto culturale; riportare a Venezia quelle attività artigiane connesse con la costruzione della gondola che non trovano più spazio fisico nella città lagunare; promuovere iniziative che aiutino la cantieristica minore, in difficoltà per i seguenti motivi: aumento dei costi di gestione, difficoltà nel reperimento della manodopera, normative ambientali sempre più restrittive; definire i protocolli di riferimento a garanzia delle tradizioni, della qualità e dell’originalità dei manufatti prodotti dagli associati; distinguere i prodotti rispettosi degli irrinunciabili parametri di qualità (contro i tanti abusivi e millantatori) utilizzando il nostro marchio.
Incentivare un dibattito interno vòlto alla soluzione dei problemi comuni relativi ai laboratori, alle maestranze, al mercato; farsi riconoscere dalle istituzioni come referente da consultare per le decisioni inerenti alla gondola e alla cantieristica minore; instaurare un costruttivo e costante rapporto di collaborazione con i gondolieri; coinvolgere gli enti nazionali ed internazionali interessati alla salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale; cogliere le occasioni che si presenteranno in futuro per diffondere in Italia e nel mondo la storia, le leggende e i segreti della gondola che, tra le imbarcazioni tipiche lagunari in legno, è sicuramente, per difficoltà di realizzazione, per bellezza ed eleganza, la più illustre e rappresentativa.
La Rete delle Memorie della Guerra e della Resistenza in Piemonte è una rete tematica che si sta da tempo consolidando, grazie ad alcuni progetti europei e al sostegno di istituzioni pubbliche e di ricerca; il loro più forte legame è costituito dalle commemorazioni cui partecipano e si incontrano da molti anni le rispettive comunità patrimoniali. Insieme al Polo del 900, la Benedicta è capofila della rete integrata sostenuta dalla ragione Piemonte che include anche i Quartieri Militari di Torino, Paraloup, Colle del Lys, Alpette, Coazze, Fondotoce, Val Borbera e altri significativi luoghi della Memoria con le loro comunità, nonché della rete nazionale “Paesaggi della Memoria”.
La Benedicta è un antichissimo insediamento monastico, che è poi stato teatro nei secoli di vicende storiche che hanno lasciato un segno indelebile nella popolazione locale e anche in tutto il territorio circostante; l’area è Parco regionale, sede di un Ecomuseo, del “Parco della Pace” e di un Centro di Documentazione istituito dalla Regione Piemonte nel 2006, per valorizzare le testimonianze audiovisive e multimediali su Guerra, Resistenza e Pace, con approfondimenti sui processi per crimini di guerra e la distruzione intenzionale dei monumenti. La comunità si riconosce da oltre vent’anni nell’Associazione Memoria della Benedicta, costituita nel 2004 in occasione della terza visita di un Presidente della Repubblica (Ciampi, dopo Saragat e Pertini), che organizza annualmente la commemorazione, un festival, un concerto e diverse visite e passeggiate con le scuole.
In quanto monumento distrutto in guerra, la Benedicta partecipa attraverso la Biblioteca Civica di Bosio anche alla rete di comunità “Faro Patrimonio in pericolo”, composta da alcune comunità locali in cui operano numerosi specialisti del settore (studiosi, ricercatori, esperti e appassionati civili e militari) che dialogano, partecipano e collaborano a distanza nelle rispettive realtà, raccogliendo, conservando e diffondendo documenti, materiali ed esperienze sul complesso tema della salvaguardia, protezione e rispetto dei monumenti in guerra e anche in altre analoghe situazioni di grave rischio, a partire dalle esperienze concrete del passato remoto e recente; ovviamente in ciascuna realtà le buone pratiche di salvaguardia vengono anche diffuse e quando possibile messe in atto. La rete è coordinata dal Centro di Alti Studi “Fabio Maniscalco” sulla protezione internazionale dei beni culturali, una rete informale e digitale di ricerca, riconosciuta e sostenuta da Biblioteche civiche e istituzioni di altri Comuni piemontesi (Moncalvo, Rosignano che è la sede operativa, Ponzano, Grazzano, Bosio) e da molte associazioni e istituzioni culturali locali e nazionali, in particolare la SIPBC e due prestigiose strutture di ricerca a Venezia (VeRiPa-Cestudir) e Bologna (Osservatorio Step2 UniBO).
La Rete Faro Patrimonio industriale valorizza lo straordinario patrimonio di manufatti e tecniche industriali che caratterizzano il territorio italiano, al fine di tramandarne il valore d’uso alle generazioni future, che è indissolubilmente legato al senso di comunità che le ha generate e le tiene assieme.
Qui presentiamo la comunità patrimoniale di Cervia e del suo ecomuseo del sale e del mare.
L’ecomuseo vuol essere un bene comune dei cittadini e degli ospiti, un’opportunità di conoscenza del territorio, uno spazio libero, in trasformazione, un museo diffuso, uno strumento di tutela e di valorizzazione di un paesaggio naturale e umano.
E’ un ponte tra passato e futuro. L’ecomuseo nasce dalla consapevolezza dell’unicità del territorio, dal desiderio di conservare e di valorizzare, dalla necessità di scoprire e di farsi scoprire.
E’ amore per il proprio patrimonio. L’Ecomuseo ha le sue radici nell’acqua e nel mare, nella natura del territorio e nella storia della città, nella cura antica delle saline e nella produzione millenaria del sale.
E’ l’espressione dell’anima di un paesaggio. L’ecomuseo nasce per coinvolgere la comunità e la sua vita, per creare un filo conduttore di un intero patrimonio, per essere opportunità di identità per i cittadini e di risorse di sviluppo per i turisti.
I Friends of Molo San Vincenzo sono nati nel 2015 per restituire il Molo alla città sia nella sua funzione portuale sia come spazio pubblico aperto alla comunità urbana, favorendo il dialogo e la collaborazione tra le Istituzioni coinvolte.
Obiettivi dei FMSV:
– conservare e valorizzare il Molo San Vincenzo e le altre infrastrutture e architetture identitarie ubicate nel porto di Napoli e più in generale lungo la costa metropolitana di Napoli;
– diffondere conoscenza e consapevolezza dei valori identitari e di comunità fondati sulla cultura marittima e sul mare come bene comune a Napoli e lungo tutta la costa metropolitana e regionale;
– promuovere processi di rigenerazione sostenibile del waterfront metropolitano nell’equilibrio delle dimensioni ambientale, psicosociale, economica;
– favorire la partecipazione della comunità urbana e metropolitana ai processi di rigenerazione sostenibile del waterfront e della fascia costiera;
– sostenere l’uso pubblico del waterfront come risorsa sociale e l’accesso della comunità urbana al mare.




