[---gd_search---]
La Fondazione dei Santi Lorenzo e Teobaldo si fa promotrice della comunità a partire dalle sue attività istituzionali. Si occupa principalmente di attività socio assistenziali per anziani e persone con disabilità e sanitarie. Gestisce e promuove sul territorio attività culturali legate al Museo Dedalo Montali di cui ha cura e realizza dal 2016 in collaborazione con il Museo Diocesano di Alba “Rodello Arte”, progetto dedicato alla creazione di arte sacra contemporanea dedicato al tema de “Il Sacro e la fragilità”. Promuove “residenze di artista” e attività con artisti contemporanei
La rete Faro Enogastronomia promuove varietà agronomiche, prodotti e ricette della tradizione: raccoglie le comunità patrimoniali che si dedicano alla valorizzazione dell’identità territoriale attraverso la tutela delle varietà agronomiche antiche e autoctone e alla difesa dei prodotti e delle ricette della tradizione locale, identificati in base ai principi di autenticità, tracciabilità e qualità
La Comunità Patrimoniale Maremma si occupa di valorizzare l’identità di una moltitudine di paesi, borghi e aree rurali, situati nell’areale delle Colline Metallifere Grossetane, che nel corso dei secoli hanno sviluppato e scelto di assecondare le naturali vocazioni dell’ambiente in cui si sono sviluppati.
Il baricentro di azione di questa Comunità è localizzato nell’area delle Colline Metallifere e nella sua prospiciente costa. Una porzione di Maremma che ricalca in larghissima parte l’attuale perimetro del “Parco Nazionale delle Colline Metallifere – Tuscan Mining Geopark” e che deve la sua popolarità allo sfruttamento dei numerosi giacimenti di minerale.
Per quasi cinquemila anni le popolazioni che si stanziarono in questo areale si sono specializzate nella conoscenza e nello sfruttamento della terra su cui vivevano, arrivando ad immagazzinare un bagaglio culturale di inestimabile valore, che abbraccia sia il settore manifatturiero, che quello agricolo. Ancora oggi le comunità presenti inquadrano le loro radici in questi due settori strategici e ne conservano la memoria.
Poderi, canti, toponimi, metodi di lavorazione, ricordi, folklore sono parte di quei paesaggi materiali e immateriali in cui si possono cogliere i segni di un patrimonio culturale fortemente radicato nella memoria collettiva.
Dentro ai panorami articolati della Maremma, nei piccoli appezzamenti di terreno, nei poderi riadattati alle necessità attuali, si conservano piccoli tesori di storia e biodiversità che rendono questo pezzo di Toscana un insieme variegato, unico e consapevole della sua identità.
La comunità patrimoniale delle Mura urbiche e delle fortificazioni nasce dal convegno “Mura, lime e urbe. Tutela e valorizzazione delle mura urbiche” organizzato a Santarcangelo di Romagna nel Castello Malatestiano, sabato 1 ottobre 2022 da Italia Nostra. La decisione di dedicare un convegno a questa specifica tipologia deriva delle testimone di numerose battaglie territoriali in difesa di mura raccolte nella Campagna nazionale per la tutela delle mura urbiche e delle fortezze indetta da Italia Nostra per le Giornate Europee del Patrimonio #GEP2022 del 24 e 25 settembre.
Per poter consegnare questo patrimonio alle generazioni future, questi potenti simboli del passato devono trovare una sostenibilità.
La finalità è ricordare alle istituzioni e ai cittadini l’importanza di questa parte della nostra eredità culturale, affinché tutti tornino a “vedere” le mura che cingono ancora le città, superando quell’indifferenza o assuefazione che le rende quasi trasparenti. L’obiettivo è arrivare, attraverso il confronto delle situazioni e il dibattito con gli esperti, alla redazione di raccomandazioni per le istituzioni che possano facilitarne la sostenibilità e tutela. Ambizione della campagna è, quindi, la redazione di una “Carta delle mura”, sul modello della “Carta di Gubbio”, che stabilisca i modi più idonei per restaurare, manutenere, gestire e valorizzare questo patrimonio, attraverso poche e basilari indicazioni pratiche.

Per poter consegnare questo patrimonio alle generazioni future, questi potenti simboli del passato devono trovare una sostenibilità.
La finalità è ricordare alle istituzioni e ai cittadini l’importanza di questa parte della nostra eredità culturale, affinché tutti tornino a “vedere” le mura che cingono ancora le città, superando quell’indifferenza o assuefazione che le rende quasi trasparenti. L’obiettivo è arrivare, attraverso il confronto delle situazioni e il dibattito con gli esperti, alla redazione di raccomandazioni per le istituzioni che possano facilitarne la sostenibilità e tutela. Ambizione della campagna è, quindi, la redazione di una “Carta delle mura”, sul modello della “Carta di Gubbio”, che stabilisca i modi più idonei per restaurare, manutenere, gestire e valorizzare questo patrimonio, attraverso poche e basilari indicazioni pratiche.


SCALINATA MONUMENTALE DI VIA GIUDECCA RC

La Rete Faro Architetture Rurali è la rete dedicata al paesaggio intessuto di strutture e costruzioni nate per rispondere alle esigenze del mondo rurale: stalle, fontanili, recinti, mulini, ricoveri, muri a secco, forni, ghiacciaie case rurali e molto altro ancora.
Qui presentiamo la comunità patrimoniale di Gemona e dei suoi muri poderali.
Nell’area che si trova a nord-est della Regione Friuli Venezia Giulia, alle pendici delle Alpi, c’è un vasto territorio caratterizzato dalla presenza di antichi muri poderali merlati.
Promuovere progetti di salvaguardia materiale del patrimonio paesaggistico è certamente importante, ma è
doveroso, anche e soprattutto, soffermarsi sulla tutela immateriale, ovvero sulla difesa della capacità del
patrimonio rurale di generare conoscenza e al tempo stesso tramandarla alle generazioni future.le
Passeggiate ci hanno fornito importanti motivi di riflessione su come un territorio riesca a percepirsi come
possibile destinazione turistica Accanto all’arte del camminare ci sembrano significative tutta una serie di
proposte culturali che si muovano dall’ambito delle arti figurative, attività ricreative e di slow motion, offrendo
così una nuova narrazione dei luoghi. l paesaggio non deve ricondurre ad immagini nostalgiche e per
sempre ed inevitabilmente perse, ma partendo da ciò che abbiamo, cogliere il meglio a beneficio di una
comunità il più ampia possibile
La rete tematica Faro Patrimonio Industriale valorizza lo straordinario patrimonio di manufatti e tecniche industriali che caratterizzano il territorio italiano, al fine di tramandarne il valore d’uso alle generazioni future, che è indissolubilmente legato al senso di comunità che le ha generate e le tiene assieme
La rete territoriale Faro Laguna è dedicata alla valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali legati alla laguna di Venezia: al fine di mostrare come l’acqua unisca persone, attività, architetture e territori, ora come agli inizi di Venezia, e per tutta la sua co-evoluzione.
Qui descriviamo la Comunità Patrimoniale dedicata all’eredità industriale di Porto Marghera, promossa da Venezia Heritage Tower.
Unica torre di raffreddamento di acqua salvata dalla demolizione e riconvertita attraverso un progetto innovativo, oggi rappresenta un capolavoro architettonico e ingegneristico oltre che un osservatorio privilegiato su Porto Marghera e su un campione significativo del sistema produttivo veneziano e veneto. Al suo interno ospita un’esposizione permanente che racconta la nascita del polo industriale – portuale – logistico di Marghera e alcune tra le più significative storie di impresa del nordest italiano, valorizzando la cultura d’impresa di un territorio che ha contribuito ad affermare il Made in Italy nel mondo.
Partendo dal recupero di questo luogo altamente rappresentativo e dalla sua riqualificazione, VHT intende promuovere un ecosistema favorevole allo sviluppo di una cultura imprenditoriale e di un territorio oltre che la cooperazione tra soggetti del mondo della formazione, ricerca, arte e imprenditoria per farsi portatore di innovazione, artefice di crescita, competitività e generatore di nuove opportunità occupazionali: un driver di attrazione e sviluppo a vocazione internazionale.
Attraverso la produzione e l’offerta integrata di attività culturali, artistiche, creative, formative e di business, VHT si propone di avviare un processo positivo di riqualificazione nonché di attrazione di investimenti promuovendo le specificità locali e favorendo lo sviluppo di un turismo di qualità.
In un luogo che emoziona per la forza storica, icona e testimone delle alte capacità dei nostri nonni e bis-nonni di cui siamo portatori, la Torre ri-nasce con le sue tante “anime” per costruire un ponte di collegamento tra ieri, oggi e domani.
Una sfida importante che può essere completata solo grazie al contributo di tanti…
La Rete Faro Archeologia accoglie le Comunità Patrimoniali che valorizzano il patrimonio materiale e immateriale rappresentato dalle tecnologie e dai saperi antichi e tradizionali, dai musei, musei open air, aree e parchi archeologici, vie di comunicazione e scambio, ecologie, ambienti, paesaggi e loro evoluzione nel tempo, come espressione di civiltà del passato e di ogni attività inerente all’archeologia pubblica, partecipata, sperimentale, inclusiva e accessibile.
Qui presentiamo la Comunità Patrimoniale di Monte San Giovanni Campano, promossa dalla Comunità di Eredità Civitella e focalizzata sulla Zona Archeologica di Civitella, e su altre risorse culturali del territorio.
La Rete Faro Patrimonio Ambientale si dedica ai processi partecipati di rigenerazione delle risorse naturali, promuove la resilienza verso rischi legati ai cambiamenti climatici. Il patrimonio ambientale è sottoposto a minacce di origine naturale e umana che sono affrontate dalle comunità che vogliono salvaguardarlo, sia nelle città che nel paesaggio.
Qui presentiamo la Comunità patrimoniale del Bosco di Monte Pisano
La Comunità del Bosco del Monte Pisano è un ponte d’incontro, riflessione, dialogo, confronto e costruzione di relazioni di fiducia e collaborazione tra i cittadini, le imprese e le istituzioni che cercano nuove risposte alle sfide contemporanee per valorizzare il Monte Pisano e le sue risorse.
Per i partecipanti alla Comunità del bosco, il Monte Pisano ha un forte valore identitario e, allo stesso tempo, rappresenta l’elemento centrale per assicurare la qualità attuale e futura del vivere locale. Gli sforzi vanno nella direzione di rigenerare le risorse naturali: acqua, aria e biodiversità; le risorse culturali e artistiche: cibo, storia, evidenze artistiche, fruizione e ospitalità; le risorse relazionali: dialogo sociale e incontro. Risorse essenziali per la vita del sistema locale, dei comuni del Monte Pisano, e delle stesse zone urbane e periurbane circostanti.
L’associazione opera attivamente per innovare i principi che assicurano le basi del vivere quotidiano, sviluppando economia responsabile legata al territorio. Questo si rispecchia nella costruzione e nella gestione del bene comune, e nella capacità collettiva di rispondere alle sfide odierne di tipo ambientale, sociale ed economico. I soci della Comunità del Bosco, soggetti pubblici, privati cittadini, imprese e associazioni, si adoperano per raccogliere tutte le conoscenze, le visioni, e le diverse capacità operative per costruire insieme un sistema innovativo, affidabile ed efficace per promuovere lo sviluppo del Monte e la sua coesione sociale e territoriale.
La rete tematica Faro Enogastronomia promuove varietà agronomiche, prodotti e ricette della tradizione: raccoglie le comunità patrimoniali che si dedicano alla valorizzazione dell’identità territoriale attraverso la tutela delle varietà agronomiche antiche e autoctone e alla difesa dei prodotti e delle ricette della tradizione locale, identificati in base ai principi di autenticità, tracciabilità e qualità.
La rete di comunità “Faro Monferrato una storia da salvaguardare” è composta da alcune comunità locali in cui operano numerosi specialisti del settore (studiosi, ricercatori, esperti e appassionati civili e militari) che dialogano, partecipano e collaborano a distanza nelle rispettive realtà, raccogliendo, conservando e diffondendo documenti, materiali ed esperienze sul complesso tema della salvaguardia, protezione e rispetto dei monumenti in guerra e anche in altre analoghe situazioni di grave rischio, a partire dalle esperienze concrete del passato remoto e recente; ovviamente in ciascuna realtà le buone pratiche di salvaguardia vengono anche diffuse e quando possibile messe in atto. La rete è coordinata dal Centro di Alti Studi “Fabio Maniscalco” sulla protezione internazionale dei beni culturali, una rete informale e digitale di ricerca, riconosciuta e sostenuta da Biblioteche civiche e istituzioni di altri Comuni piemontesi (Rosignano che è la sede operativa, Moncalvo, Ponzano, Grazzano, Bosio) e da molte associazioni e istituzioni culturali locali e nazionali, in particolare la SIPBC e due prestigiose strutture di ricerca a Venezia (VeRiPa-Cestudir) e Bologna (Osservatorio Step2 UniBO).
Qui presentiamo la comunità patrimoniale di Rosignano.
“Rosignano Accoglie – Saperi e Sapori in Monferrato” è il progetto di rigenerazione territoriale di Rosignano Monferrato, vincitore del Bando Borghi del PNRR del 2021; i paesaggi vitivinicoli della core zone “Monferrato degli Infermot”, la ricca storia e i prodotti di alta qualità rendono Rosignano Monferrato una perla per sapori e bellezze, attrattiva di turisti e visitatori.
La cultura enogastronomica è il filo conduttore del progetto. Il borgo gode di una posizione privilegiata, ricca di risorse storiche, culturali e ambientali, con un’importante tradizione enogastronomica; è anche patria del grande pittore Angelo Morbelli cui è dedicata una straordinaria passeggiata patrimoniale permanente con i suoi capolavori collocati intorno alla Villa della Colma di Rosignano che ospitò anche altri grandi artisti come Pellizza da Volpedo e Bistolfi.
Particolare attenzione viene dedicata alla protezione del patrimonio UNESCO dell’area, che è sempre a rischio di degrado e valorizzazione non appropriata; emblematici sono in questo senso i tipici “infernot” della zona, che erano stati dimenticati e abbandonati per decenni e ora vengono “musealizzati” e aperti alle visite dei turisti, con alcuni rischi sia per la corretta conservazione dei luoghi che per i visitatori stessi, oltre che per i valori e significati intangibili connessi; altri beni oggetto di attenzione sono i siti legati al percorso del Museo diffuso, alcuni edifici religiosi da recuperare e la località Colma di Rosignano con il percorso di Morbelli.
Per questa ragione presso la Biblioteca Civica di Rosignano ha sede operativa il Centro Maniscalco sulla protezione internazionale dei beni culturali, una rete informale di ricerca, riconosciuta e sostenuta da Biblioteche civiche e istituzioni di alcuni Comuni piemontesi (Rosignano che è la sede operativa, Ponzano, Grazzano e Moncalvo in Monferrato) e da molte associazioni e istituzioni culturali locali e nazionali, in particolare la SIPBC e due strutture universitarie di ricerca a Venezia (VeRiPa-Cestudir) e Bologna (Osservatorio Step2 UniBO).








