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La Rete Faro Patrimonio Industriale valorizza lo straordinario patrimonio di manufatti e tecniche industriali che caratterizzano il territorio italiano, al fine di tramandarne il valore d’uso alle generazioni future, che è indissolubilmente legato al senso di comunità che le ha generate e le tiene assieme.
La rete territoriale Faro Laguna raccoglie le comunità distribuite nell’arcipelago veneziano: dai sistemi dunali verso il mare, come Cavallino, Lido, Pellestrina, Chioggia, fino alla gronda di terraferma, come Mestre e Tessera. Comunità unite dalla determinazione a valorizzare il loro patrimonio di lunga durata, dalle vigne ai mestieri della gondola, dalla pesca alle fortificazioni, dal patrimonio industriale a quello ambientale.
Qui si presenta la comunità patrimoniale della Giudecca industriale, promossa da Faro Venezia e Iveser
Sperimentiamo la convenzione di Faro come cantiere della memoria dei borghi montani colpiti dal sisma del 2016.
La Rete Faro Cratere è la cornice comune di una sequenza di Comunità Patrimoniali (CP), attivate da diverse amministrazioni o associazioni, tutte tese a valorizzare il nostro patrimonio immateriale a rischio di dispersione, per saldare la distanza tra la comunità che ha lasciato i borghi e quella che ci rientrerà tra una decina di anni, fatalmente diversa. Per questo occorre recuperare la memoria, il “capitale umano” dei borghi, valorizzando il patrimonio immateriale dei testimoni della vita quotidiana e del lavoro.
Qui presentiamo la Comunità Patrimoniale di Roccafluvione, promossa dall’Ecomuseo di Monte Cerasa
La rete Faro Enogastronomia promuove varietà agronomiche, prodotti e ricette della tradizione: raccoglie le comunità patrimoniali che si dedicano alla valorizzazione dell’identità territoriale attraverso la tutela delle varietà agronomiche antiche e autoctone e alla difesa dei prodotti e delle ricette della tradizione locale, identificati in base ai principi di autenticità, tracciabilità e qualità.
La rete territoriale Faro Borghi Maceratesi: il sistema paesaggistico collinare, dai monti sibillini alla costa, è policentrico e molteplice; racchiude una rete non gerarchizzata di comunità dedicate alla valorizzazione del proprio borgo nell’intreccio col paesaggio, a partire da temi culturali molto diversi: dalle città degli scrittori, ai sistemi difensivi, dai borghi creativi alle architetture rurali, alle case di terra.
Qui presentiamo la Comunità Patrimoniale del Brodetto di Porto Recanati, promossa dall’Accademia del Brodetto portorecanatese e da Venti di Cultura
La rete tematica Faro Borghi Creativi valorizza la creatività locale (arte, artigianato, cultura, innovazione) come motore di sviluppo sostenibile, rigenerazione territoriale e coesione sociale. La rete promuove collaborazione, scambio di buone pratiche, progetti culturali condivisi e nuove economie basate sull’identità e il talento dei territori.
La rete territoriale Faro Borghi Maceratesi: il sistema paesaggistico collinare, dai monti sibillini alla costa, è policentrico e molteplice; racchiude una rete non gerarchizzata di comunità dedicate alla valorizzazione del proprio borgo nell’intreccio col paesaggio, a partire da temi culturali molto diversi: dalle città degli scrittori, ai sistemi difensivi, dai borghi creativi alle architetture rurali, alle case di terra.
Qui presentiamo la Comunità Patrimoniale di Vestignano/Caldarola
Il Borgo di Vestignano coincide di fatto con il Castello. I residenti sono distribuiti in abitazioni private ubicate sia dentro la cinta muraria che esternamente ad essa.
I residenti del Borgo di Vestignano, già attivi nella tutela e valorizzazione del borgo con iniziative di vario genere riguardanti sia la tradizione enogastronomica, sia la dimensione culturale e religiosa, dopo gli eventi del sisma del 2016 si sono costituiti in un Comitato spontaneo informale: “Comitato pro Vestignano” con l’intento di ragionare sul possibile sviluppo di Vestignano a partire dai desiderata dei residenti. Il Comitato ha visto la presenza del Sindaco di Caldarola e di altri Consiglieri Comunali. Si è riunito periodicamente cercando di ricostruire la storia del borgo attraverso la memoria delle proprie abitazioni, mettendone in luce particolarità architettoniche e narrando i vissuti degli antenati.
Nello stesso periodo in cui si costituiva il Comitato, Diletta Grassetti, sviluppava la sua tesi di laurea proprio sul Castello di Vestignano e aggiornava i contenuti sulla base dei racconti dei residenti.
Corso di Laurea Magistrale in Scienze Archeologiche
“Il castello di Vestignano e la sua comunità.
L’indagine archeologica a servizio della progettazione
bottom-up per lo sviluppo locale”
Relatrice:
Prof.ssa Alejandra Chavarria Arnau
Correlatrice:
Prof.ssa Marie-Ange Causarano
Laureanda: Diletta Grassetti
Leggi la tesi completa
Più recentemente il Club per l’UNESCO Tolentino Terre Maceratesi portava all’attenzione della Federazione italiana dei Club e Centri per l’UNESCO una particolare attività artigianale, quella della tessitura umbro-camerte (tessitura con i liccetti) che nel Castello di Vestignano aveva trovato nuovo impulso per la passione e interesse delle signore Maraviglia.
Agli inizi del secolo scorso la signora Maria Cianni Maraviglia, e le sue cognate Maraviglia, residenti a Caldarola, rintracciano nei casolari di campagna, nei conventi, nelle sacrestie di quell’area pedemontana camerte, quanto era rimasto di manufatti (tovagliette d’altare, coperte da letto) con figurazioni tessute. Recuperano nelle soffitte telai ed altri attrezzi manuali, riscoprono, ripetono e perfezionano le tecniche di lavorazione a liccetti, nell’intento di documentare questa forma d’arte e farla rivivere in una
produzione a cui il mercato potesse dimostrarsi interessato.
Fu per suggerimento del conte Desiderio Pallotta, entusiasta dell’iniziativa, che tale attività si chiamò Arte Umbro-Camerte a sottolineare sia la funzione culturale ed artistica, sia la sua derivazione umbra in un territorio, come quello camerte che nella protostoria fu abitato da popolazioni umbre.
Oggi questa perizia artigiana trova unica continuità nel laboratorio-museo ” La Tela” (in Macerata) dove Patrizia Ginesi e Maria Giovanna Varagona, ultime vestali di questa arte, producono tessuti di ormai rara bellezza.
Leggi tutto-Itinerario Storico Turistico- Patrizia Ginesi-M.Giovanna Varagona – Sulle tracce della tessitura a liccetti
Scheda storica di Massimo Costantini relativa ai motivi della decadenza di un’arte che ha
dato in passato ricchezza e lustro alla città di Camerino e suo Stato.
Lo scopo è di porre le basi per la realizzazione di un laboratorio tessile e/o un museo della
tessitura Leggi tutto-Scheda storica di Massimo Costantini-motivi della decadenza dell’arte tessile
Leggi tutto- Massimo Costantini-Ricerca Arte tessile-seta-canapa-lino-tessitura a liccetti
La Rete Faro Laguna è dedicata alla valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali legati alla laguna di Venezia: al fine di mostrare come l’acqua unisca persone, attività, architetture e territori, ora come agli inizi di Venezia, e per tutta la sua evoluzione.
Qui descriviamo la Comunità Patrimoniale di Torre Tessera
Obiettivi:
- salvaguardare il paesaggio e l’ambiente di gronda, lembo di terra di confine (conterminazione lagunare) con l’acqua ed il mare Adriatico;
- riscoprire la storia dei luoghi e della gente valorizzandone la cultura, le tradizioni ed il legame profondo con l’ambiente particolare che nei millenni si è adattata ad un ambiente mutevole dal punto di vista geofisico;
- collaborare con gli enti pubblici per promuovere idee di percorsi ciclopedonali incoraggiando lo slow turism basato su mobilità ecocompatibili e nautica naturale, sempre valorizzando i luoghi con totem di richiamo per la storia riscoperta;
- recuperare i tracciati (non luoghi) della via Annia e via Popilia, antiche vie consolari romane (in parte ricostruite su antichi percorsi paleoveneti) e proporre idee/progetti di recupero e valorizzazione di antichi monumenti o tracce archeologiche, come la Torre antica di Tessera , la Chiesa di S. Elena Imperatrice e S. Antonio del X-XII sec.
La Rete Faro Laguna è dedicata alla valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali legati alla laguna di Venezia: al fine di mostrare come l’acqua unisca persone, attività, architetture e territori, ora come agli inizi di Venezia, e per tutta la sua evoluzione.
Qui descriviamo la Comunità Patrimoniale dedicata alla costruzione dell’Archivio della Memoria della laguna, promosso da Venti di Cultura assieme alle associazioni ed istituzioni che animano la Rete Faro Laguna, e alle scuole superiori che stanno aderendo alla proposta di Social Learning.
Rete Faro Patrimonio Ambientale si dedica ai processi partecipati di rigenerazione delle risorse naturali, promuove la resilienza verso rischi legati ai cambiamenti climatici. Le comunità patrimoniali si organizzano per prevenire catastrofi naturali, come incendi e inondazioni, o umane, come l’inquinamento urbano o industriale, e realizzano nuovi modelli di aggregazione per valorizzare assieme le fonti energetiche alternative.
Qui parliamo della Comunità Patrimoniale di Valle Fontana
La rete territoriale Faro Laguna raccoglie le comunità distribuite nell’arcipelago veneziano: dai sistemi dunali verso il mare, come Cavallino, Lido, Pellestrina, Chioggia, fino alla gronda di terraferma, come Mestre e Tessera. Comunità unite dalla determinazione a valorizzare il loro patrimonio di lunga durata, dalle vigne ai mestieri della gondola, dalla pesca alle fortificazioni, dal patrimonio industriale a quello ambientale.
Il Piccolo Museo della Laguna sud nasce nel 2007, con le prime due sale: La storia dei Murazzi. L’isola e le difese a mare e 4 Novembre 1966. La Grande Paura. Materiali preziosi per la memoria dell’isola di Pellestrina e di Venezia e della sua laguna hanno trovato una casa sicura.
È stato l’inizio di un percorso: l’Associazione Abitanti in Isola di Pellestrina ha proposto e coordinato il progetto, sostenuto dal Comune di Venezia e dalla Municipalità di Lido e Pellestrina.
Nel 2019 l’inaugurazione di una nuova sala: La pesca di mare e di laguna. Altri materiali attendono di prendere voce: quelli che raccontano degli orti, degli squeri dell’isola, della sua lingua e delle sue tradizioni; un patrimonio di documenti, conoscenze, manufatti e testimonianze che le associazioni locali – El Fughero e A.C.S. Murazzo – hanno raccolto e costruito con cura e perizia negli ultimi decenni.
Negli ultimi anni l’Associazione Abitanti in Isola ha allargato il gruppo di lavoro per il Piccolo Museo a persone appartenenti a generazioni diverse, giovani in particolare, che con generosità portano il loro personale contributo di entusiasmo e competenze (informatiche, storiche, documentali).
Dal gruppo rinnovato è nata l’idea del sito web come strumento di diffusione in rete del patrimonio del Piccolo Museo della Laguna sud, ma anche come luogo di documentazione della cultura isolana, aperto a contributi diversi.
Qui descriviamo la comunità patrimoniale del Piccolo Museo della Laguna Sud, promossa dall’Associazione Abitanti in Isola.
(nota del curatore: la Rete Faro Cilento comprende…..
L’Associazione dei Comuni del Cilento centrale comprende 22 Comuni della provincia di Salerno, uniti da una Convenzione sottoscritta a luglio del 2021. L’Associazione promuove il coinvolgimento delle Comunità locali nella gestione del Piano di sviluppo dell’intero territorio messo a punto da diversi anni e fatto oggetto di un Accordo Quadro sottoscritto da tutti gli Enti del territorio a luglio del 2016. L’Associazione si configura secondo il modello dell’Organizzazione Territoriale per cui si lavora affinché i cittadini si comportino come i membri di una comune Organizzazione e, in quanto tali, operino per il perseguimento di strategie di sviluppo condivise, valorizzando il proprio patrimonio territoriale e culturale.
(nota del curatore: Qui presentiamo la comunità patrimoniale di….






