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La rete tematica Faro Borghi Creativi valorizza la creatività locale (arte, artigianato, cultura, innovazione) come motore di sviluppo sostenibile, rigenerazione territoriale e coesione sociale. La rete promuove collaborazione, scambio di buone pratiche, progetti culturali condivisi e nuove economie basate sull’identità e il talento dei territori.
Qui presentiamo la Comunità Patrimoniale di Montalto delle Marche (FM) promossa dall’Amministrazione Comunale e Marchingegno
La Rete Faro Patrimonio Ambientale si dedica ai processi partecipati di rigenerazione delle risorse naturali, promuove la resilienza verso rischi legati ai cambiamenti climatici. Il patrimonio ambientale è sottoposto a minacce di origine naturale e umana che sono affrontate dalle comunità che vogliono salvaguardarlo, sia nelle città che nel paesaggio.
Qui presentiamo quella dell’isola delel Vignle nella laguna di Venezia
(nota del curatore: qui va la descrizione di eventuali reti di comunità patrimoniali cui partecipa la singola descritta sotto, nel vostro caso potrebbe essere: Rete Faro Valdaso. L’ecomuseo è proponente/coordinatore e va indicato più in basso, le comunità patrimoniali sono dedicate alla promozione di un singolo bene comune e, per non confonderci con la rete degli ecomusei italiani, in questo caso potrebbero coincidere con le “antenne” ecomuseali…
La rete tematica Faro Enogastronomia promuove varietà agronomiche, prodotti e ricette della tradizione: raccoglie le comunità patrimoniali che si dedicano alla valorizzazione dell’identità territoriale attraverso la tutela delle varietà agronomiche antiche e autoctone e alla difesa dei prodotti e delle ricette della tradizione locale, identificati in base ai principi di autenticità, tracciabilità e qualità
La rete territoriale Faro Monferrato riunisce alcune realtà che fanno parte di una delle tre aree dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità nel 2014 ma che si richiamavano allo storico Marchesato del Monferrato, poi Ducato; il territorio è anche legato storicamente agli altri due siti UNESCO del Sacro Monte di Crea e di Mantova e Sabbioneta, quindi oggi ha grande interesse e valenza turistica ma anche necessità di recupero e sostenibilità ambientale.
Qui presentiamo la comunità patrimoniale di Polieia Nizza, il gusto del patrimonio.
Il centro storico di Nizza Monferrato, con il Museo Bersano delle stampe sul Vino (privato), le cantine storiche e il Museo del Gusto (civico), è parte integrante della core zone n. 4 “Nizza e Barbera” del sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, dunque è un bene Patrimonio dell’Umanità; in questo senso la Comunità aderisce anche alla rete nazionale Faro Enogastronomia.
Alcune associazioni locali da anni promuovono in stretta collaborazione tra loro (organizzando conferenze, seminari, spettacoli, presentazioni di libri e altre iniziative) una maggiore partecipazione, consapevolezza e azione propositiva da parte della comunità nei confronti delle amministrazioni pubbliche su temi civici, culturali e sociali in generale, con particolare attenzione alle tradizioni locali e al patrimonio intangibile, all’ambiente e alla valorizzazione della cultura.
La Rete delle Memorie della Guerra è una rete tematica che si sta da tempo consolidando, grazie al sostegno di istituzioni pubbliche e di ricerca; il loro più forte legame è costituito dalle commemorazioni cui partecipano e si incontrano da molti anni le rispettive comunità patrimoniali
Il ricovero antiaereo denominato “Galleria Rifugio di Monfalcone” è stato uno dei rimossi dell’immaginario cittadino nonché una “leggenda metropolitana monfalconese”. Riscoperta da un team di appassionati di storia locali, guidati da Pietro Commisso fin dal 2011, è oggi uno dei principali asset culturali della città, nonché principale oggetto di indagine dell’omonima associazione.
Il rifugio antiaereo, ermeticamente chiuso dopo un terribile incidente avvenuto nella notte tra il 24 ed il 25 agosto 1945 nel quale persero la vita almeno 15 persone, rimase per quasi settant’anni una “capsula del tempo” dove riposavano centinaia di piccoli reperti. Recuperati, ripuliti e divulgati divennero motore di un lungo ed insperatamente fruttuoso ciclo di raccolta di testimonianze orali, ma anche di documenti, fotografie, disegni.
La rete tematica Faro Borghi Creativi valorizza la creatività locale (arte, artigianato, cultura, innovazione) come motore di sviluppo sostenibile, rigenerazione territoriale e coesione sociale. La rete promuove collaborazione, scambio di buone pratiche, progetti culturali condivisi e nuove economie basate sull’identità e il talento dei territori.
La Rete territoriale Faro Astesana vuole far riscoprire e salvaguardare il patrimonio storico e culturale della città di Asti e del suo territorio storico, l’Astesana. Tale patrimonio, infatti, anche a causa di scelte scarsamente lungimiranti, è spesso confuso con quello del Monferrato, pur essendo Asti e il Monferrato due entità storiche ben distinte, ognuna con la propria storia e con percorsi di sviluppo diversi.
Qui presentiamo la comunità patrimoniale di Cisterna d’Asti
Storicamente Cisterna d’Asti è stato legato dapprima al vescovo di Asti e, in seguito, al papato. Nel 1670, Giacomo Maurizio Dal Pozzo ottiene, da Clemente X, l’erezione del marchesato in principato. A questi privilegi, nel 1673 se ne aggiunge la facoltà di battere moneta.
Nel 1784 il dominio diretto del feudo passa dal Papa ai Savoia (il “giuramento di fedeltà” ai Savoia avviene nel 1790)
Cisterna rientrava nel territorio dell’Astesana mentre in anni recenti si è riconosciuto anche nella denominazione territoriale del “Roero”, proponendosi quindi come cerniera e luogo di incontro e collaborazione tra le due realtà territoriali inserite dal 2014 nel sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli piemontesi, rispettivamente insieme a Monferrato e Langhe.
Da tempo la comunità di Cisterna d’Asti promuove iniziative ed eventi connessi alla difesa e valorizzazione delle proprie peculiarità culturali e territoriali, che sono state formalmente poste sotto l’egida della Convenzione di Faro a seguito di un importante convegno (aprile 2021) patrocinato dall’Ufficio di Venezia del COE con l’adesione del Comune, del Museo di Arti e Mestieri, del Polo Cittattiva, del CSC-Centro Studi sulla Collina dell’Università di Torino e di altre realtà locali.
Il castello ospita oggi il Museo di Arti e Mestieri di un tempo. Fondato nel 1980 da un gruppo di volontari, raccoglie circa 4.000 oggetti di epoca compresi tra il Seicento e il Novecento, testimonianza della cultura artigiana e contadina del Piemonte
La Rete Faro Patrimonio Ambientale si dedica ai processi partecipati di rigenerazione delle risorse naturali, promuove la resilienza verso rischi legati ai cambiamenti climatici. Il patrimonio ambientale è sottoposto a minacce di origine naturale e umana che sono affrontate dalle comunità che vogliono salvaguardarlo, sia nelle città che nel paesaggio.
Qui presentiamo la comunità patrimoniale di Valle del Treja.
La Rete delle Memorie della Guerra e della Resistenza è una rete tematica che si sta da tempo consolidando, grazie ad alcuni progetti europei e al sostegno di istituzioni pubbliche e di ricerca; il loro più forte legame è costituito dalle commemorazioni cui partecipano e si incontrano da molti anni le rispettive comunità patrimoniali.
Carpasio tipico borgo montano della Valle Argentina sorge nella Valle Carpasina, attraversando il vicino Colle d’Oggia si giunge a San Bernardo di Conio raggiungendo così altre due Valli imperiesi Arroscia e Impero. La visita al museo della Resistenza di Carpasio, centro di esposizione di materiali e reperti originali, legati agli eventi della guerriglia combattuta dai partigiani, è un’occasione unica per farsi un’idea delle condizioni, del carattere e delle modalità della guerriglia partigiana nel cuore stesso dell’originario habitat resistenziale; nelle vicinanze del Museo si trova ancora il grosso castagno che serviva da rifugio d’emergenza ai combattenti ammalati.
La rete Faro Case di Terra unisce comunità impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico in terra cruda, promuovendo saperi locali, pratiche sostenibili e lo sviluppo di economie comunitarie legate all’identità culturale e ambientale dei territori.
La rete territoriale Faro Borghi Maceratesi: il sistema paesaggistico collinare, dai monti sibillini alla costa, è policentrico e molteplice; racchiude una rete non gerarchizzata di comunità dedicate alla valorizzazione del proprio borgo nell’intreccio col paesaggio, a partire da temi culturali molto diversi: dalle città degli scrittori, ai sistemi difensivi, dai borghi creativi alle architetture rurali, alle case di terra.
Qui presentiamo la comunità patrimoniale delle Case di Terra Villa Ficana a Macerata.
La rete Faro Roma raggruppa le comunità patrimoniali della Città Metropolitana di Roma, per coordinare i loro processi partecipati di tutela e valorizzazione del beni comuni.
La rete Faro Archeologia accoglie le Comunità Patrimoniali che valorizzano il patrimonio materiale e immateriale rappresentato dalle tecnologie e dai saperi antichi e tradizionali, dai musei, musei open air, aree e parchi archeologici, vie di comunicazione e scambio, ecologie, ambienti, paesaggi e loro evoluzione nel tempo, come espressione di civiltà del passato e di ogni attività inerente all’archeologia pubblica, partecipata, sperimentale, inclusiva e accessibile.
Qui descriviamo la Comunità Patrimoniale del Parco dell’AQUA VIRGO e dei paesaggi e Borghi di interesse storico di Pietralata (Borgo Via degli Aromi, Via del Sedano, Via della Ruta), che nasce con l’obiettivo di recuperare, valorizzare e promuovere la conoscenza, il riconoscimento storico, l’adozione e la conservazione da parte della cittadinanza dell’Acquedotto Vergine e dei paesaggi e borghi storici presenti nel territorio limitrofo (Borgo di Via degli Aromi, Borgo di Via del Sedano/Legumi, Borgo di Via della Ruta.
L’Acquedotto Vergine (ACQUA VIRGO) è l’ultimo acquedotto di epoca romana attualmente in funzione: ad oggi rifornisce la Fontana della Barcaccia, la Fontana di Trevi, la Fontana dei Quattro Fiumi e la Fontana del Nicchione e, nel suo percorso di 20,5 km c.a., uno dei tratti esterni visibili a cielo aperto (dalla lunghezza di 500 mt c.a.) è situato in gran parte all’interno del Parco AQUA VIRGO di Pietralata. L’Acquedotto segna il paesaggio e, come ogni bene culturale, può aiutare la cittadinanza a trovare il soddisfacimento di quel bisogno di memoria, aggregazione e eredità culturale che unisce le comunità. I borghi storici, i paesaggi ed i beni presenti sul territorio rappresenteranno uno spazio di incontro, confronto e costruzione di quell’identità che attiva le comunità, le suggestiona, le ispira, creando senso di appartenenza e di riconoscimento, voglia di scoprire, costruire e condividere.
I borghi di Via della Ruta, Via del Sedano/Legumi e Via degli Aromi, costruiti ed abitati sin dai primi anni del 900, ci riportano ai peridoi in cui l’intera area ancora rivestiva le caratteristiche dell’Agro Romano, dove la coltivazione, l’allevamento e la transumanza erano pratiche quotidiane di cui la popolazione viveva. Tutt’oggi, gran parte degli spazi verdi presenti sono dedicati alla coltivazione, al recupero di antiche e piccole vigne che crescono spontanee dal terreno.







