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la Comunità Patrimoniale di Brancaleone Vetus nasce per rievocare le memorie storiche del luogo attraverso il ricordo del passato sedimentato negli individui e nei gruppi sociali di questo fantastico comprensorio ellenofono calabrese.
Brancaleone Vetus è l’antico insediamento abitativo dell’attuale Brancaleone (Comune Italiano della Città Metropolitana di Reggio Calabria), il sito è arroccato su un promontorio di arenaria che domina la vallata sottostante ed avvolto dai colori della costa Jonica e dal profumo dei gelsomini, un paese, come scriveva nel suo confinio Cesare Pavese, del “non essere soli e sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
La Rete Faro Astesana promuove l’antico sistema territoriale del borghi dell’astigiano.
Qui si presenta la comunità patrimoniale di Rocca D’Arazzo
Il Comune di Rocca d’Arazzo si trova in posizione dominante rispetto alla Valle Tanaro; la sua denominazione prende origine dalla famiglia De Aracio i cui esponenti, primi signori della rocca e del villaggio, rivestirono ruoli di primo piano nel governo del comune di Asti. Il castello di Rocca d’Arazzo fu una fortezza reale del ducato sotto il dominio di Gian Galeazzo Visconti (1392), ma venne distrutto nel 1644 durante la guerra franco-spagnola e rimangono solo pochi resti delle mura. Anche nel 1796 la zona fu interessata da uno scontro armato lungo le rive del Tanaro, che le truppe napoleoniche guidate dal generale Joubert tentavano di attraversare.
Ma il grande amore di Rocca, da quattrocento anni a questa parte, era e rimane il Tambass, cioè il tamburello a muro, giocato nelle piazze sfruttando gli antichi muraglioni, scampoli di fortezze che, persa ormai la loro funzione difensiva, si prestano a sostenere epiche sfide tra paesi rivali.
Negli ultimi anni si sta sviluppando però un’intensa attività di riscoperta e valorizzazione delle tradizioni legate a vino e tartufi, entrambi divenuti oggi Patrimonio UNESCO, oltre che ai monumenti e percorsi storici del territorio.
La Rete delle Memorie della Guerra e della Resistenza in Piemonte è una rete tematica che si sta da tempo consolidando, grazie ad alcuni progetti europei e al sostegno di istituzioni pubbliche e di ricerca; il loro più forte legame è costituito dalle commemorazioni cui partecipano e si incontrano da molti anni le rispettive comunità patrimoniali. Insieme al Polo del 900, la Benedicta è capofila della rete integrata sostenuta dalla ragione Piemonte che include anche i Quartieri Militari di Torino, Paraloup, Colle del Lys, Alpette, Coazze, Fondotoce, Val Borbera e altri significativi luoghi della Memoria con le loro comunità, nonché della rete nazionale “Paesaggi della Memoria”.
In guerra come in ogni situazione di necessità è fondamentale soccorrere le vittime secondo principi di umanità, neutralità e solidarietà che sono stati affermati sin dalla seconda metà dell’800. Una vasta comunità di appassionati, studiosi, collezionisti e cultori della storia e dei diritti umani cura la conservazione e diffusione di questi principi e delle relative testimonianze. In particolare Campomorone ospita da molti anni il Museo della Croce Rossa Italiana, che ha visto la creazione di un percorso storico, cronologico e temporale, che parte dal 1848 fino al 2010. Con questa impostazione si è inteso coinvolgere il singolo visitatore ed in particolare le scolaresche ed i gruppi nell’appassionante viaggio sulla storia della Croce Rossa Italiana con i passaggi nelle varie epoche del nostro paese.
Nello stesso edificio è presente la Biblioteca di Diritto Umanitario con il relativo Centro studi, collegata all’Istituto di Diritto Umanitario di Sanremo (IIHL) e a disposizione di studiosi, ricercatori e appassionati di storia della Croce Rossa e del DIU; come noto il Diritto Umanitario include oltre alle norme e ai principi consuetudinari a protezione di feriti, malati, naufraghi, prigionieri di guerra e popolazione civile, anche la protezione dei beni culturali e religiosi tutelati dalla Convenzione dell’Aya del 1954 e dai relativi protocolli addizionali. Per questo la Croce Rossa Italiana ha promosso da qualche anno la campagna nazionale “Uno Scudo per la Cultura” di sensibilizzazione su questi temi.
La Rete delle Memorie della Guerra è una rete tematica che si sta da tempo consolidando, grazie ad alcuni progetti europei e al sostegno di istituzioni pubbliche e di ricerca; il loro più forte legame è costituito dalle commemorazioni cui partecipano e si incontrano da molti anni le rispettive comunità patrimoniali.
L’alto Garda è stato interessato in modo significativo dalle vicende belliche della Grande Guerra e sono ancora molte le vestigia di trincee, camminamenti e altri luoghi legati al conflitto del 1915-18 e alla sua memoria.
Da qualche anno grazie al progetto del Parco Alto Garda “Ambiente Benessere Cultura” sostenute dalla Regione Lombardia per il progetto Valvestino 4.0 tra tradizione e innovazione, sono stati realizzati a cura dell’Associazione Arte Lombardia sei Percorsi Patrimoniali nel Parco Alto Garda Bresciano, che mettono in rilievo anche molti altri beni materiali e immateriali del Parco stesso.
La zona del Valvestino vede al suo interno la presenza di importanti prassi, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e saperi che sono viste dagli abitanti del territorio e dai soggetti esterni come parte del patrimonio territoriale. Molte di queste testimonianze sono state raccolte e valorizzate all’interno di un Ecomuseo che insiste sul territorio dell’alto Garda Bresciano compreso tra la sponda lombarda del Lago di Garda, il Lago di alta quota della Val Vestino e il Lago d’Idro, nei Comuni di Magasa e nei borghi di Val Vestino. L’ecomuseo è nato per tutelare l’ambiente naturale, le tracce della storia nel paesaggio, i diversi edifici storici ivi presenti, la promozione e il recupero degli antichi mestieri, lavori e in generale per la promozione delle tradizioni locali e delle sue produzioni.
La rete tematica Faro Enogastronomia promuove varietà agronomiche, prodotti e ricette della tradizione: raccoglie le comunità patrimoniali che si dedicano alla valorizzazione dell’identità territoriale attraverso la tutela delle varietà agronomiche antiche e autoctone e alla difesa dei prodotti e delle ricette della tradizione locale, identificati in base ai principi di autenticità, tracciabilità e qualità
La rete territoriale Faro Laguna è dedicata alla valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali legati alla laguna di Venezia: al fine di mostrare come l’acqua unisca persone, attività, architetture e territori, ora come agli inizi di Venezia, e per tutta la sua evoluzione.
Qui descriviamo la Comunità Patrimoniale della Cantina in Isola San Michele, promossa dall’associazione Laguna nel Bicchiere
Il territorio della Terre di Mezzo rappresenta un’area rurale della pianura cuneese che coinvolge 17 Comuni riuniti nell’Associazione Octavia (Cardé, Casalgrasso, Cavallerleone, Faule, Lagnasco, Manta, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Murello, Polonghera, Revello, Ruffia, Scarnafigi, Torre San Giorgio), crocevia di strade e collegamenti tra le aree collinari e montane della provincia di Cuneo e tra i principali centri cittadini.
In questa scheda si presenta in particolare la Comunità Patrimoniale di Scarnafigi, borgo che ha sviluppato da alcuni anni una serie di attività e interventi di valorizzazione del proprio centro storico e delle sue attività e iniziative tradizionali, partecipando con Revello e Cardé a un progetto di recupero di tre immobili storici cofinanziato dall’Unione europea sul tema “Il Sacro, il Profano e la Corte”, nell’ambito del MAB Monviso UNESCO.
La Rete Faro Laguna è dedicata alla valorizzazione dei patrimoni materiali e immateriali legati alla laguna di Venezia: al fine di mostrare come l’acqua unisca persone, attività, architetture e territori, ora come agli inizi di Venezia, e per tutta la sua evoluzione.
Qui descriviamo la Comunità Patrimoniale di Cavallino Treporti
Tra mar e laguna nasce a Cavallino-Treporti (VE) nel 1987 come associazione di fatto, per poi assumere veste ufficiale nel 1992 come associazione priva di lucro. I campi dei propri interessi sono principalmente due: A) conoscenza e tutela del patrimonio storico-testimoniale relativo al comune di Cavallino-Treporti; B) conoscenza e tutela del patrimonio ambientale sito nel comune di Cavallino-Treporti. Gli strumenti utilizzati sono prevalentemente cicli di conferenze pubbliche, progetti di sensibilizzazione su particolari temi, pubblicazioni scientifiche di storia locale, recupero di archivi fotografici. Per quanto riguarda gli archivi fotografici l’Associazione gestisce un archivio nel quale sono confluiti fondi sia del non più esistente Consiglio di Quartiere di Cavallino-Treporti, sia fondi propri, per un totale di circa 4000 immagini. Inoltre l’Associazione gestisce la propria biblioteca in convenzione con il Comune di Cavallino-Treporti, al momento dotata di oltre 13 mila volumi.
La Comunità Patrimoniale di Sant’Anatolia di Narco (TR) promossa dalla Amministrazione Comunale appartiene a due reti tematiche.
Sperimentiamo la convenzione di Faro anche come cantiere della memoria dei borghi montani colpiti dal sisma del 2016.
La Rete Faro Cratere è la cornice comune di una sequenza di Comunità Patrimoniali (CP), attivate da diverse amministrazioni o associazioni, tutte tese a valorizzare il nostro patrimonio immateriale a rischio di dispersione, per saldare la distanza tra la comunità che ha lasciato i borghi e quella che ci rientrerà tra una decina di anni, fatalmente diversa. Per questo occorre recuperare la memoria, il “capitale umano” dei borghi, valorizzando il patrimonio immateriale dei testimoni della vita quotidiana e del lavoro.
La rete dei Musei di Comunità raccoglie le comunità patrimoniali della piattaforma dedicate a valorizzare le proprie collezioni assieme alla comunità che le ospita, alla luce della Convenzione ma anche della nuova definizione di museo data da ICOM, International Council of Museums.
“Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società. (…) Opera e comunica eticamente e professionalmente e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”
La rete tematica Faro Borghi Creativi valorizza la creatività locale (arte, artigianato, cultura, innovazione) come motore di sviluppo sostenibile, rigenerazione territoriale e coesione sociale. La rete promuove collaborazione, scambio di buone pratiche, progetti culturali condivisi e nuove economie basate sull’identità e il talento dei territori.
Ostana, borgo di 88 abitanti nell’alta Valle del PO, è da anni al centro dell’attenzione mediatica nazionale per le numerose azioni e progetti portati avanti dalla comunità locale, che è riuscita a far tornare a vivere molte delle borgate che costituiscono il comune.
Qualità architettonica, identità e comunità, sostenibilità ambientale, offerta di un turismo pertinente e rispettoso dei luoghi sono le principali caratteristiche e i temi che si rincorrono nel definire oggi il borgo di Ostana, che è diventato un vero e proprio “laboratorio” per la costruzione di una nuova abitabilità della montagna. Di particolare interesse nella Frazione Miribrart (Sant’Antonio) sono il recupero della struttura culturale de Lou Pourtoun, i sentieri allestiti e il progetto del “Museo Alpino Uomo-Ambiente”.
Ma sono interessanti anche le barme partigiane, suggestivi rifugi nei quali i partigiani della zona trovarono rifugio durante il difficile periodo bellico 1944-1945. Inoltre a Pian da Ciarm-Durandin cadde uno degli aerei alleati che dovevano rifornire i partigiani albesi, evento ricordato da un cippo.
Per questo Ostana aderisce anche alla Rete delle Memorie della Guerra e della Resistenza, rete tematica che si sta da tempo consolidando, grazie ad alcuni progetti europei e al sostegno di istituzioni pubbliche e di ricerca; il loro più forte legame è costituito dalle commemorazioni cui partecipano e si incontrano da molti anni le rispettive comunità patrimoniali.
la Rete Faro archeologia mette in evidenza e in relazione il sistema delle testimonianze sedimentate nei secoli, trame di valori di lunga durata fondanti il paesaggio italiano.
Qui presentiamo la comunità patrimoniale del parco archeologico diffuso di Salve a Lecce.








