[---gd_search---]

L02_Atelier_Cittadella alessandria_presentazione
Il castello della Rancia ha avuto recentemente sia un restauro architettonico, sia un allestimento museale curato da Playmarche, che lo collocona come un centro sperimentare di fruizione accessibile del patrimonio, aperto a persone diversamente (dis)abili.
Porta Capuana è il rione di Napoli le cui forti tradizioni produttive, la sua cucina tipica, i suoi ristoranti etnici, e la grande quantità di locali inutilizzati – Castel Capuano con I suoi 47.000 mq di superficie coperta, l’ex Lanificio etc – stanno attirando sempre più turisti oltre che giovani artisti e musicisti.
Porta Capuana, però, non è Brooklyn, Harlem o Kreuzberg. A differenza di questi quartieri la sua edificazione ha una storia millenaria, ricca di capolavori artistici ed architettonici, un museo diffuso dell’arte, dell’architettura della cucina e del buon vivere che può rappresentare il vero motore della rigenerazione dell’area.
Il Castel Capuano (XII sec.), San Giovanni a Carbonara (XIV sec.) e la stessa Porta Capuana (XV sec.) sono solo una parte delle ricchezze storico-artistiche che questo pezzo di città ha da offrirci, eppure, ad oggi, sono al di fuori dei circuiti turistici che prediligo aree meno pregiate ma più conosciute.
Costigliole d’Asti e la zona della Motta, verso le rive del Tanaro, sono da sempre terra di coltivazioni di eccellenza in ambito ortofrutticolo, con particolare riferimento a prodotti come il peperone quadrato o i carciofi. Il borgo storico e le frazioni di Costigliole, nel cuore dell’Astesana, sono anche meta turistica e sede di importanti istituzioni enogastronomiche come il Consorzio del Barbera e la Scuola Internazionale di cucina ICIF, entrambi con sede nel castello recentemente recuperato: perché naturalmente vino e ortaggi si legano con la ricetta storica piemontese più nota e diffusa, cioé la bagna cauda.
Da tempo alcuni giovani del territorio hanno ricominciato a lavorare nel settore e si stanno coalizzando con le rispettive aziende per valorizzare il patrimonio storico di conoscenze e saperi tradizionali, unendoli alle nuove modalità di fare agricoltura e orticoltura biointensiva non solo in pianura ma anche in collina. Altre attività della comunità patrimoniale riguardano la comunicazione, l’organizzazione di eventi e festival di partecipazione, nel contesto del sito UNESCO dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte.






