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La Comunità Patrimoniale Faro Archeologo Sebastiano Tusa, intende abbracciare un ampio contesto culturale come il patrimonio materiale che comprende le aree archeologiche individuate lungo la costa della Sicilia e le architetture costiere, nel passato finalizzate all’avvistamento di flotte marine (Torri di guardia) e alla lavorazione di prodotti del mare come le storiche tonnare, ma altresì la tutela del paesaggio costiero e la salvaguardia dei fondali in prossimità delle coste. In tal modo gli spazi di vita diventano luoghi della cultura del passato, del presente e del futuro in sinergia atemporale e multidisciplinare aprendo ad un rinnovato uso degli spazi collettivi.
Soltanto la cooperazione tra diversi specialisti e istituzioni e soprattutto una solida base di principi volti al soddisfacimento d’interessi collettivi deve ispirare la nostra linea di condotta pena la perdita di una delle più consistenti legittimazioni alla nostra stessa esistenza di abitanti di questo pianeta per tre quarti costituito da acqua. Nel breve volgere della storia dell’archeologia subacquea come scienza, cioè dagli anni 50 del secolo appena finito, a oggi, la parola “recupero” è stata intrinsecamente legata a ogni pratica che comportasse lo studio, l’analisi e la fruizione di beni, relitti e architetture sommerse. (Sebastiano Tusa)

Conferimento del “Premio Sebastiano Tusa 2021” all’ambasciatore Umberto Vattani per la salvaguardia del Patrimonio Culturale

Mare, visioni e ricerca: una mostra per Sebastiano Tusa

Una mostra per celebrare l’Archeologo Sebastiano Tusa-

Prima Rassegna del Mare
Sebastiano Tusa

Turismo Territoriale Sostenibile-

Antichi Cammini di Sicilia
- una serie di aree verdi pubbliche come il Parco archeologico di Centocelle, Villa De Sanctis, il parco Somaini, il parco delle Energie, il parco “Pier Paolo Pasolini”, il parco di Villa Gordiani;
- diversi quartieri post unitari come il Pigneto, Tor Pignattara, Centocelle, Prenestino
- diversi assi viari antichi, tra cui 4 consolari (le principali due, ovvero Prenestina e Casilina, e poi Collatina e Tuscolana) e tracciati della campagna romana
- un ricco patrimonio materiale composto da reperti archeologici in elevato e interrati, monumenti, targhe, beni architettonici, beni artistici, beni paesaggistici
- un ricco patrimonio immateriale rientranti nelle principali macro categorie della tassonomia UNESCO (Artigianato, Eventi festivi laici e religiosi, eventi ludici etc.)
- un importantissimo patrimonio storico, in special modo legato al ‘900
- un tanto fragile quando ricco patrimonio ambierale
L’Associazione Culturale “La Faglia” è custode di uno dei più suggestivi fuochi rituali del Molise: ‘La Faglia.’
Questa imponente torcia di canne, lunga 13 metri e con oltre un metro di diametro, è il cuore pulsante di una celebrazione che unisce l’intera comunità in un’esperienza collettiva di tradizione, fede e condivisione.
Il rituale si svolge la Vigilia di Natale ma le sue radici affondano in antichi riti propiziatori legati al culto del Sole e del Fuoco risalenti al solstizio d’inverno.
Il fuoco simboleggia la rinascita del sole e, con esso, della luce e della speranza per il nuovo anno.
Descrizione del Rito La preparazione della Faglia inizia settimane prima dell’evento, con la raccolta delle canne lungo il fiume Biferno. Queste vengono sapientemente assemblate dai volontari dell’associazione i quali, con dedizione e maestria, intrecciano le canne per creare una torcia robusta e duratura. Il giorno della Vigilia, circa 50 uomini portano la Faglia a spalla attraverso il borgo, accompagnati dai canti e musiche tradizionali, creando un’atmosfera carica di emozione e partecipazione. Il rito culmina con l’innalzamento e l’accensione della Faglia davanti al campanile della chiesa madre “Santa Maria Assunta in Cielo”, un punto simbolico e spirituale che domina il paese. L’accensione della torcia è un momento di forte impatto emotivo: la fiamma che si innalza verso il cielo rappresenta non solo la luce, ma anche un presagio per l’anno a venire. Il modo in cui la Faglia brucia viene interpretato per leggere il futuro della comunità, offrendo segni e indicazioni sul raccolto e sulle sorti dell’intera popolazione. Impatto Culturale ‘La Faglia’ rappresenta non solo un’antica tradizione molisana, ma anche un potente simbolo di identità culturale e di coesione comunitaria. Questo rito si propone anche come un evento dal grande impatto visivo, capace di affascinare visitatori e studiosi. Grazie al lavoro dell’Associazione Culturale “La Faglia”, questa tradizione è stata riscoperta e preservata, diventando una testimonianza viva della cultura popolare del Molise e un esempio di come le radici culturali possano rappresentare una risorsa strategica per lo sviluppo del territorio. Il rito della Faglia non è solo un evento da vedere, ma un’esperienza da vivere, che connette passato, presente e futuro in un cerchio di fuoco e luce. Un vero e proprio patrimonio dell’umanità, imperdibile per chi desidera scoprire le tradizioni autentiche e profonde del Molise. Un rito del fuoco che illumina il cammino di chi crede nel valore delle proprie radici.









